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All'attualità Iniziativa popolare "Finanziamento dell'aborto - questione privata" |
Ultima attualizzazione:
28.12.2011
Uruguay: il Senato approva la soluzione dei termini
Con 17 voti contra 14, il Senato dell'Uruguay ha approvato una legge
che prevede un modello dei termini. Il progetto passa adesso alla Camera
bassa dove la coalizione di sinistra del presidente del governo, José Mujica;
tiene ugualmente la maggioranza. Il presidente ha annunciato che - al
contrario del predecessore - firmerà la nuova legge (veda news del
20.11.2008).
Nel Uruguay, la legge del 1938 sta sempre in vigore. Vieta l'aborto, con
l'eccezione di un pericolo di morte per la donna incinta o di uno
stupro.
25.10.2011
Austria: attivisti HLI condannati per
stalking
Quattro oppositori dell'aborto, tra cui il presidente di Human Life International (HLI Austria) Dietmar Fischer, sono stati condannati per
molestie in seconda istanza,
dalla Corte d'appello di Graz. Per circa un anno,
si sono regolarmente piantati di fronte allo studio di un ginecologo per distribuire alle donne degli embrioni di plastica e
dei rosari, allo scopo di dissuaderle dall'avere un aborto.
"Le azioni politiche sono ammessi, ma non la caccia alle streghe contro gli individui",
ha detto il giudice.
Speriamo che questa sentenza
promettente possa fermare il terrorismo
psicologico di fronte
le cliniche che praticano l'aborto in Austria.
18.10.2011
Liechtenstein: il Landtag respinge strettamente la soluzione dei termini
Con 13 voti contro 12 il Parlamento del Principato (con 25 deputati) ha respinto una soluzione dei termini secondo il modello svizzero.
Probabilmente l'annuncio reiterato del Principe di opporre il suo veto ha ancora una volta influenzato il voto.
La proposta è stata presentata da due membri della "Lista Libera",
dopo il
rifiuto molto stretto
della soluzione dei termini in votazione popolare. Un'indagine
rappresentativa ha dimostrato che un tale sistema molto probabilmente
avrebbe trovato una
maggioranza, se il Principe non avesse annunciato il suo veto prima della
votazione, e se il testo non avesse compreso l'indicazione fetale.
Almeno, una proposta deve ora essere sviluppata per depenalizzare le donne che si recano
all'estero per l'aborto... il
turismo dell'aborto sarà dunque
sanzionato dallo Stato...
18.9.2011
Liechtenstein: in votazione sconfitta stretta della soluzione
dei termini
Dopo una campagna molto emotiva, gli elettori del Liechtenstein hanno respinto con una maggioranza bassissima di 52,3% dei voti l'iniziativa per la soluzione dei termini. Un risultato del tutto rispettabile in questo paese molto cattolico e visto l'annuncio del Principe del suo veto in caso di accettazione dell'iniziativa (curiosità totalitaria in uno stato democratico). Purtroppo, il dibattito pubblico, invece di mettere al centro il diritto della donna ad una decisione autonoma, si è concentrato sull’indicazione fetale contenuta nel testo, accusandola falsamente di essere ostile ai disabili.
1.9.2011
Polonia: il divieto totale dell'aborto strettamente respinto
Il 31 agosto il parlamento polacco ha respinto con una maggioranza
schiacciante di 369 voti contro 31 la proposta del partito di
opposizione della Sinistra democratica (SLD) per una soluzione dei
termini. Il testo proponeva anche finanziamenti per la contraccezione con fondi pubblici e l'introduzione dell'educazione sessuale nelle scuole.
Invece, una proposta che avrebbe vietato l'aborto in tutti i casi veniva respinta di stretta
misura con 191 voti contro 186.
Il 1o settembre il movimento pro-choice ha lanciato la raccolta di firme per una legge "per la genitorialità consapevole
e i diritti riproduttivi". Lo scopo di questa iniziativa popolare è lo stesso di quello della proposta parlamentare respinta.
Ci vorranno 100.000 firme per obbligare il parlamento a discuterne. In
ottobre il popolo eleggerà un nuovo parlamento...
per saperne di
più sulla Polonia... (in francese)
6.7.2011
Svizzera: il numero delle interruzioni di gravidanza rimane
stabile
Secondo le statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica, il numero delle interruzioni di gravidanza
è aumentato leggermente nel 2010, ma diminuito per le minorenne. Sin
dall'introduzione della soluzione dei termini nel 2002, il numero è
rimasto stabile a circa 10'500 interruzioni. Con 6,8 interruzioni per
1'000 donne di 15-44 anni, il tasso di abortività è il più basso in
Europa.
Pubblicazione
dell'UST
Per più
dettagli... (francese)
4.7.2011
Svizzera: nuova iniziativa antiabortista depositata
Il 4 luglio, poco prima della fine del termine di 18 mesi per la raccolta delle firme, la nuova iniziativa antiabortista "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata" è stata depositata con 111'000 firme.
26.5.2011
La Polonia condannata dalla CEDU
Il caso riguarda il deliberato rifiuto di medici contrari alla pratica dell'aborto di effettuare, in modo
tempestivo, su una madre incinta del terzo figlio affetto da una grave anomalia i test genetici ai quali aveva diritto.
Come risultato della procrastinazione dei professionisti la donna ha dovuto sopportare
settimane di incertezza dolorosa per la salute del feto, per il proprio futuro e quello della sua famiglia e di una
estrema ansia. Infine, era troppo tardi per un aborto terapeutico.
Nella sua sentenza del 26 maggio la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato,
con 6 voti contro 1 che le autorità polacche avevano violato il loro obbligo di garantire alla ricorrente
R.R. effettivo rispetto della vita privata e che pertanto c'è stata una violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea
dei diritti dell'uomo. Inoltre, vista la sofferenza della ricorrente e il trattamento umiliante che ha ricevuto la Corte ha riconosciuto
la violazioni dell'articolo 3 della Convenzione (divieto di trattamenti inumani o degradanti). La Polonia deve
versare a R.R. a titolo di danno non patrimoniale la somma di 60.000 €.
La Corte ha dichiarato che gli Stati sono tenuti ad organizzare i loro servizi sanitari in modo da garantire
che l'esercizio della libertà di coscienza dei professionisti della salute non impedisca i pazienti di accedere ai
servizi cui hanno diritto.
Sentenza della Corte (inglese)
12.4.2011
Svizzera : il Consiglio nazionale respinge una proposta
antiabortista
Con 84 voti contro 55, il Consiglio nazionale ha respinto chiaramente
una mozione del Consigliere UDC Peter Föhn, colla quale esso volevo
abolire l'obbligo delle casse malattia di rimborsare i costi
dell'interruzione di gravidanza.
Il termine ultimo per la raccolta di firme per una iniziativa popolare
sullo stesso obiettivo è la metà di luglio.
per saperne
di più...
16.3.2011
Germania: il numero delle IVG continua di diminuire
Nel corso dell'anno 2010, il numero delle
interruzioni di gravidanza è di nuovo leggermente diminuito, rispetto all'anno
precedente. La tendenza alla diminuzione prosegue dal 2001. In
particolare si nota di nuovo una diminuzione al di sopra della media
(-8,2%) per le ragazze di meno di 18 anni.
Per più
informazioni (francese)
8.3.2011
Parlamento europeo : per un accesso agevole all'aborto
Proprio il giorno della Festa internazionale della donna, il Parlamento europeo ha adottato con grande maggioranza due Risoluzioni che ritengono "che l'UE e gli Stati membri debbano garantire alle donne un accesso agevole ai metodi contraccettivi nonché il diritto all'aborto sicuro" e insistono sul "fatto che le donne debbano avere il controllo dei loro diritti sessuali e riproduttivi". (Risoluzione sulla parità tra donne e uomini e Risoluzione sulla riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell'UE)
1 3.2011
Liechtenstein: iniziativa per la soluzione dei termini
Un gruppo di esperti ha presentato al governo del Principato un'iniziativa
che propone che l'interruzione della gravidanza non sia punibile nelle
prime dodici settimane. La proposta prevede una consulenza obbligatoria
e un tempo di attesa di tre giorni prima dell'intervento. Questo è il
secondo tentativo di liberalizzare la
legislazione molto restrittiva sull'aborto del Liechtenstein.
www.hilfestattstrafe.li
11.2.2011
Il rischio di problemi psicologici non aumenta dopo l'aborto
Uno studio larghissimo danese fornisce la prova: non aumentano i
problemi psicologici dopo l'aborto. Lo studio è basato sul registro
statale dei dati sulla salute della popolazione raccolti meticolosamente
nel Danimarco. I dati delle 85'000 donne che hanno interrotto la
loro gravidanza tra 1995 e 2007
mostrano che la proporzione fra di loro che consultò un psichiatra dopo
l'aborto non era più elevata di quella prima. Conclusione degli autori : l'ipotesi
che aumenterebbero i problemi psicologici in seguito all'aborto è
insostenibile.
Munk-Olsen T. et al.
"Induced First-Trimester Abortion and Risk of Mental Disorder", N.Engl.J.Med 2011;364:332-9
16.12.2010
Irlanda condannata dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo
La Corte europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), nel caso A, B
e C c. Irlanda, ha condannato l'Irlanda
quanto concerna C, per aver violato l’art. 8 della
Convenzione europea dei diritti dell'uomo che garantisce il diritto al rispetto della vita privata. La donna, la
cui vita era minacciata per causa della sua gravidanza, doveva
recarsi in Gran Bretagna per sottoporsi ad aborto, perché le autorità
non hanno attuato un'effettiva procedura che permetta alle gestanti di
vedere stabilito il proprio diritto all'interruzione della gravidanza
nei limiti della stessa legislazione irlandese.
Con 11 voci contro 6, la Corte ha rifiutato invece i ricorsi di A e B.
Nei loro casi si trattava "soltanto" di ragioni di salute o di benessere e
avevano la possibilità di interrompere la gravidanza all'estero. Tenendo
conto dei valori morali profondamente radicati nel paese, la Corte ha
ritenuto che rientri nel margine di apprezzamento dell'Irlanda di
vietare l'aborto per questi motivi.
La
sentenza ha
provocato reazioni
contrastanti,
sia
della comunità
pro-choice
che
degli oppositori
della legalizzazione dell'aborto.
commento di A.M. Rey
per più informazioni sull'Irlanda
(francese)
7.9.2010
Aborti in Italia: la tendenza alla diminuzione del
numero continua
Secondo i dati provvisori, il numero delle interruzioni di gravidanza
in Italia era di 116'933 nel 2009, un decremento del 3,6% rispetto
all'anno precedente e del 50,2% rispetto al 1982, anno in cui si è
registrato il più alto ricorso all'IVG.
Relazione del ministro della salute
Per più informazioni sull'Italia
5.7.2010
Spagna: la soluzione dei termini entrata in vigore
Nonostante gli interventi della chiesa cattolica e le manifestazioni di massa, il governo ha mantenuto la data del 5 luglio per l'entrata in vigore della nuova legge. Il Tribunale costituzionale deve ormai decidere se vuole sospendere in forma cautelare la norma mentre pende la sua sentenza sulla costituzionalità della legge.
14.6.2010
Svizzera: 7 anni di soluzione dei termini - il numero di aborti continua
a diminuire
Nel 2009, il numero delle interruzioni di gravidanza di donne
domiciliate in Svizzera è diminuito di 173 (1,8%) in rispetto all'anno
precedente e raggiunge i 10'137. Il tasso di interruzioni di gravidanza
era di 6,4 ogni 1000 donne dai 15 ai 44 anni, il tasso più basso dal 1970.
Dettagli
1.6.2010
Spagna: l'opposizione ha presentato ricorso contro la legge sull'aborto
L'opposizione di destra del Partito Popolare ha presentato ricorso
alla Corte costituzionale contro la nuova legge spagnola che legalizza
l'aborto e che dovrebbe entrare in vigore il 1 luglio.
I conservatori ritengono che il nuovo testo, che permette alle donne di
abortire liberamente fino a 14 settimane di gravidanza, è in contrasto
con la Costituzione che riconosce il diritto alla vita. L'azione è accompagnata da una richiesta di sospensione preventiva della
legge, il tempo per l'alta corte di pronunciarsi sulla costituzionalità
della legge.
Il ministro socialista per l'uguaglianza, Bibiana Aido, che aveva difeso
il testo in Parlamento, ha detto che è "pienamente convinta della
costituzionalità del testo. Mentre il ministro della giustizia, Francisco Caamaño, pensa che la Corte non
può concedere la sospensione preventiva.
Secondo un sondaggio dello scorso anno, il 62% degli spagnoli sarebbe
d'accordo che nel primo trimestre, la legge lascia la decisione di
abortire o meno nel parere della donna o del medico.
1.4.2010
La pillola abortiva arriva negli ospedali italiani
Le prime confezioni della pillola abortiva Mifegyne (Ru486) sono
arrivate in Italia. Dopo tanti anni di polemiche ideologiche e
politiche, le donne in Italia avranno finalmente accesso al metodo
farmacologico dell'interruzione di gravidanza - 10 a 20 anni dopo le
donne in altri paesi europei.
Però, le donne dovranno continuare a lottare - per non essere ritenute
in ospedale per 3 giorni come lo vuole dettare per motivi ideologici il
governo a Roma. La donna dovrà firmare una
dichiarazione di dimissione
volontaria dalla struttura ospedaliera.
21.3.2010
Germania: il numero delle IVG continua di diminuire
Nel corso dell'anno 2009, il numero delle
interruzioni di gravidanza è diminuito del 3% rispetto all'anno
precedente. La tendenza alla diminuzione prosegue dal 2001. In
particolare si nota di nuovo una diminuzione al di sopra della media
(-7,5%) per le ragazze di meno di 18 anni.
Per più
informazioni (francese)
24.2.2010
Spagna: depenalizzazione dell'aborto approvata
definitivamente
Nonostante i protesti e gli interventi massicci della chiesa
cattolica, il Senato spagnolo ha approvato, con 132 voti contro 126 e
senza nessuna modifica, la legge sull'interruzione di gravidanza già
adottata prima dalla Camera dei deputati. 3 proposte di rifiuto e 88
proposte di emendamento venivano respinte.
A secondo il testo adottato, entro le prime 14 settimane le
donne a partire di 16 anni possono decidere in autonomia di interrompere
una loro gravidanza. Devono essere informate in modo comprensivo e
rispettare successivamente un periodo di riflessione di 3 giorni prima
dell'aborto.
Per ottenere il consenso della maggioranza parlamentare, il governo ha
accettato un compromesso : le adolescenti da 16 a 17 anni non avranno
bisogno del consenso dei genitori, ma dovranno informare uno di loro
prima dell'intervento, a meno che ci sia un grande rischio di problemi
gravissimi nella famiglia.
Al di là di 14 settimane l'interruzione rimane legale se ci sono motivi
medici, al di là di 22 settimane solo per una malattia gravissima del
feto.
La legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale in marzo e entrerà in
vigore quattro mesi dopo.
23 febbraio 2010
Portogallo : la legge è conforme alla Costituzione
Con 7 voti contro 5, il Tribunale costituzionale del Portogallo ha deciso che la soluzione dei termini approvata dal Parlamento e dal popolo nel 2007, non era contraria alla Costituzione. Secondo il Tribunale il feto non ha un diritto individuale alla vita. La consulenza obbligatoria e i 3 giorni di riflessioni prima dell'intervento, al parere del Tribunale, bastavano per adempiere il dovere di proteggere la vita prenatale.
27.1.2010
Svizzera: lanciata una nuova iniziativa anti-aborto
Il 26 gennaio, un gruppo di parlamentari, col sostegno dell'organizzazione "Mamma" (già "Per la madre e
il bambino"), ha lanciato l'iniziativa "Il finanziamento dell'aborto
è una questione privata". L'iniziativa vuole stralciare l'aborto e l'embrioriduzione
dal catalogo delle prestazioni dell'assicurazione malattie di base. La
proposta emana dall'associazione "Mamma" che aveva lanciato, nel 1998,
l'iniziativa per un divieto totale dell'aborto e, nel 2002, fatto
campagna contro la soluzione dei termini. La richiesta dell'iniziativa è
assurda. Radiare l'interruzione di gravidanza dal catalogo delle
prestazioni di base non ridurrebbe per niente i costi della salute,
piuttosto li farebbe aumentare.
In più
dettaglio...
17.12.2009
Spagna: depenalizzazione dell'aborto approvata dal Congresso
Con 184 voti contro 158 la Camera dei deputati in Spagna ha approvato
la soluzione dei termini - nonostante i protesti massicci della chiesa
cattolica.
Il progetto passa ora al Senato dove sarà probabilmente dibattito
all'inizio dell'anno 2010. La nuova legge dovrebbe entrare in vigore in
aprile dell'anno prossimo.
10.12.2009
Italia: via libera definitiva alla Mifegyne (Ru486)
L'Aifa (Agenzia italiana del Farmaco) ha dato il via libera
definitivo alla commercializzazione in Italia della "pillola abortiva".
La Mifegyne potrà essere somministrata soltanto entro la settima
settimana di gravidanza (a contare dall'inizio dell'ultima mestruazione)
e negli ospedali pubblici.
Ormai spetterà alle autorità regionali stabilire protocolli applicativi
e quindi la battaglia non è finita. Infatti, ce ne sono che vogliono
che le donne debbano stare ricoverate inutilmente dall'assunzione della
Mifegyne fino all'espulsione (al meno 3 giorni). Però nemmeno i
detrattori più feroci del farmaco ammettono che "gli ospedali non sono
carceri" e basterà che la donna firmasse una
dichiarazione di dimissione.
4.9.2009
Monaco: avanzata modesta
Il 24 aprile scorso, Alberto II, principe di Monaco per grazia di
Dio, ha sanzionato una legge approvata alcuni giorni prima dal parlamento
monegasco, dopo parecchi anni di deliberazione. La legge permette di interrompere
una gravidanza che presenta un rischio per la vita o la salute fisica
della donna incinta o che è frutto di un atto criminale o anche in
caso di anomalie gravi del feto. Il rischio deve essere attestato
da due medici. Per le minorenne è richiesto il consenso di uno dei
genitori. L'intervento dev'essere praticato in un ospedale pubblico.
Gli esperti si aspettano da cinque a dieci casi all'anno.
Ciò che si presenta come una legge estremamente restrittiva della prima metà
del secolo scorso, è tuttavia una avanzata importante per il Principato.
Accompagnata dai protesti dei dignitari della Chiesa cattolica,
l'entrata in vigore della legge ha fatto uscire Monaco dal gruppo dei
paesi che proibiscono l'aborto in qualunque circostanza. Nondimeno, le
donne monegasche che non riempiscono le rigorose condizioni della legge
continueranno a far il breve viaggio all'estero per abortire.
30.7.2009
Italia : via libera alla pillola abortiva
Con 4 voti contro 1, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha
finalmente dato il via libera all'immissione in commercio in Italia della "pillola abortiva",
dopo una procedura durata due anni, durante la quale l'Agenzia era
esposta a pressioni forti da parte della Chiesa e del governo. Però la
pillola potrà essere utilizzata solo in ambito ospedaliero.
Non si sa per quanto tempo le donne italiane dovranno ancora aspettare
finché questo metodo alternativo per l'interruzione di gravidanza sia
accessibile in tutto il paese - eppure si usa da 10 anni e più in quasi
tutti i paesi europei. Senza dubbio, la Chiesa e certi membri del
governo cercheranno di praticare l'ostruzionismo per frenare ancora la
distribuzione del farmaco e di regolamentarne l'applicazione nel modo
più complicato possibile.
per altre informazioni
sull'Italia...
18.6.2009
Interruzioni di gravidanza in Svizzera : situazione
stabile
Come negli anni precedenti, il numero delle interruzioni di gravidanza non
è aumentato nel sesto anno dopo l'entrata in vigore della soluzione dei
termini. Nel 2008, 10'200 donne residenti in Svizzera hanno deciso
di interrompere la loro gravidanza. Il tasso di interruzioni di
gravidanza è rimasto stabile al livello molto basso di 6,5 interruzioni
ogni
1'000 donne tra i 15 e i 44 anni. Lo stesso vale per il tasso delle
adolescenti (5 interruzioni ogni 1'000 donne tra i 15 e i 19 anni).
Comunicato stampa dell'Ufficio
federale di statistiva
Comunicato stampa di Aborto-informazioni
La soluzione dei termini entrata in vigore nel 2002 non ha fatto
aumentare il numero di interruzioni di gravidanza. Al contrario, la
tendenza rimane alla diminuzione. Il turismo abortivo intercantonale è
press a poco sparito. Gli interventi si fanno sempre più precocemente.
La maggioranza delle IVG concerne donne tra i 20 e i 29 anni. Il numero
di gravidanze delle adolescenti non è aumentato.
Un evoluzione, fatti e dati
esposizione di Anne-Marie Rey, 2009
francese
/ tedesco
31.5.2009
Il movimento Pro choice in lutto per l'assassinio del Dr. George Tiller
La domenica di Pentecoste George Tiller mentre partecipava al culto nella chiesa luterana di Wichita (USA), fu assassinato con lo sparo di un antiabortista fanatico. Tiller era uno di quei pochi medici negli USA che praticano l'interruzione molto tardiva in casi gravissimi, nonostante l'ostilità massiccia incontrata. Godeva di una grande stima fra i colleghi per il suo impegno infaticabile, il suo coraggio e la maniera umana e rispettosa con la quale trattava le donne in difficoltà.
Fin dal 1990, 5 medici e 6 altri membri del personale di cliniche che praticano gli aborti furono assassinati. Inoltre, 20 persone hanno subito attacchi violenti e furono ferite.
29.4.2009
Malawi: un organizzazione femminile intenta un processo al
governo
Nello stato sud-africano del Malawi, l'organizzazione femminile
importante Women in Law in Southern Africa WILSA, intenta un
processo al governo per ottenere l'abrogazione del divieto di abortire.
Il codice penale del paese prevede una pena detentiva di 7 anni per la
donna che abortisce. Tuttavia, gli aborti clandestini sono numerosi e a
seconda le stime ufficiali, il 30% di tutti i decessi materni
si deve attribuire a questa causa. Secondo l'opinione della WILSA, il
divieto di abortire costituisce una violazione dell'obbligo di
tutelare l'integrità fisica delle donne e una loro
discriminazione. L'organizzazione per conseguenza domanda l'abrogazione
della disposizione penale.
L'azione della WILSA viene sostenuta da altre organizzazioni tra le
quali la Commissione dei Diritti dell'Uomo del Malawi.
2 marzo 2009
Mexico City: effetti positivi della soluzione dei termini
La soluzione dei termini fu adottata dall'assemblea legislativa di
Mexico City in aprile 2007. Tutti gli ospedali pubblici venivano
obbligati di garantire l'accesso all'intervento. D'allora in poi, più di
20'000 interruzioni di
gravidanza legali sono state effettuate, il 76% nelle prime 9 settimane
di gravidanza. Mentre che negli
10 anni precedenti da 8 a 10 donne morirono annualmente in seguito a
aborti clandestini, un solo decesso venne registrato sin dall'attuazione
della soluzione dei termini. Le complicanze gravi di aborti clandestini
sono sparite dagli ospedali. Il numero di bambini abbandonati è
diminuito della metà.
Però, in alcuni altri Stati federati del Messico le proposte
parlamentari d'introdurre una soluzione dei termini sono state bocciate.
18 febbraio 2009
Spagna: un passo decisivo verso una soluzione dei termini
Dopo parecchi mesi di deliberazione, la Commissione parlamentare
sull'Uguaglianza ha adottato, con 20 voci contro 16, la proposta per una
soluzione dei termini in materia di aborto. Spetterà al governo di
precisarne i dettagli e di presentare al parlamento un progetto
legislativo che dovrà essere votato prima della fine dell'anno. La
proposta prevede il diritto della donna di decidere autonomamente
sull'interruzione di una gravidanza di meno di 14 settimane. Per le
ragazze di meno di 16 anni è previsto il consenso paterno. Fino a 22
settimane, la Commissione
propone inoltre di autorizzare l'aborto per motivi medici.
La proposta è sostenuta dal partito socialista del
premier Zapatero e dai partiti della Sinistra unita che insieme
dispongono della maggioranza in parlamento.
Il Partito popolare dell'opposizione conservatrice rifiuta la riforma e
vorrebbe mantenere la legge attuale, anzi farla più restrittiva. È
pronto a ricorrere al Tribunale costituzionale nel caso che la nuova
legge fosse adottata.
La legge spagnola in vigore consente l'aborto solo in caso di un
pericolo fisico o psicologico per la donna incinta.
23 gennaio 2009
USA : Obama revoca una decisione fatale del governo Bush
Al terzo giorno della sua entrata in funzione, il nuovo presidente degli USA, Barack Obama, ha revocato una direttiva del governo Bush che proibiva ogni sovvenzione alle organizzazioni che si impegnano a legalizzare l'aborto negli paesi in sviluppo o che offrano anche loro stessi l'interruzione di gravidanza, nel contesto della pianificazione familiare. Perfino le organizzazioni che fanno esclusivamente opera di informazione e consulenza in materia di aborto erano colpite dalla proibizione. Durante gli otto anni del governo Bush, la direttiva ha ritirato alle organizzazioni di pianificazione familiare dei fondi considerevoli che avrebbero potuto servire a prevenire le gravidanze non desiderate e a salvare la vita alle donne che non hanno accesso all'interruzione di gravidanza senza rischio.
Il giorno prima, Obama si era dichiarato favorevole alla famosa sentenza Roe v. Wade con cui la Corte Suprema legalizzò l'aborto negli Stati Uniti, il 22.1.1973.
20 novembre 2008
Uruguay: il veto del presidente dello Stato blocca la soluzione
dei termini
La Camera dei deputati aveva adottato la soluzione dei termini il 5
novembre, con 49 voti contro 48. Il Senato seguiva il 11 novembre, con
17 voti contro 13. Però, il presidente dell'Uruguay, Tabaré Vasquez (del
partito di sinistra), ha opposto il suo veto. La legge non ha ottenuto
la necessaria maggioranza parlamentare dei 3/5 per superare il veto
presidenziale.
Vazquez si è anche opposto all'organizzazione di un referendum. Secondo
un sondaggio rappresentativo, il 56% della popolazione sarebbe
favorevole alla soluzione dei termini.
Dal 1985, sei proposte furono introdotte in parlamento per ottenere una
soluzione dei termini. A poco a poco il clima diventa più favorevole.
Nel 2004, il Senato aveva ancora respinto la proposta con 17 voti contro
13.
5 novembre 2008
Sconfitta per gli antiabortisti negli Stati Uniti
L'elezione di Barak Obama alla presidenza degli Stati Uniti è una
grande vittoria per le donne. Obama si è dichiarato partigiano fermo del
diritto delle donne all'autodeterminazione in materia di aborto. Tutte le speranze sono
poste in lui per correggere le decisioni sbagliate del governo Bush e
per nominare giudici più liberali alla Corte suprema.
Lo stesso 5 novembre, le organizzazioni antiabortiste hanno dovuto
ingoiare sconfitte in tre Stati federati. Nel South Dakota il 55% dei
votanti ha respinto un progetto di legge estremamente restrittivo. Nel
Colorado una proposta che voleva garantire il diritto alla vita fin dal concepimento
fu bocciata nella proporzione di tre quarti e un quarto. E in California
i votanti hanno rigettato una iniziativa che prevedeva l'informazione
obbligatoria dei genitori prima che una minorenne sia autorizzata ad
abortire.
11 ottobre 2008
Australia: aborto decriminalizzato nello Stato federato di
Victoria
La camera alta del parlamento (Senato) dello Stato federato di Victoria (5 milioni
di abitanti) ha adottato, con 23 voti contro 17, una legge che
decriminalizza totalmente l'aborto fino alla 24esima settimana della
gravidanza. Oltre questo limite, l'interruzione di gravidanza viene
autorizzata se due medici sono dell'opinione che l'intervento
s'impone per motivi medici, tenendo conto delle circostanze fisiche,
psicologiche e sociali della donna.
La camera dei rappresentanti aveva già approvato la misura il 10
settembre, con 47 voti contro 35.
28 agosto 2008
Messico: la Corte Suprema ha sancito la depenalizzazione
dell'aborto a Città del Messico
Con una maggioranza inaspettata di 8 voti contro 3, la Corte Suprema
del Messico ha bocciato i ricorsi del Procuratore generale federale e
della commissione nazionale per i diritti umani contro la soluzione dei
termini del distretto federale di Messico City. I giudici hanno
stabilito che la depenalizzazione dell'aborto nelle 12 prime settimane
di gravidanza non violano i diritti fondamentali garantiti dalla
costituzione. I diritti della donna hanno priorità sulla protezione
della vita antenatale.
I sostenitori della nuova legislazione sperano che la sentenza della
Corte avrà ripercussioni sugli altri Stati federati del Messico e su
tutta l'America latina.
13 agosto 2008
L'aborto non costituisce un rischio per la salute mentale delle
donne
Dopo analisi di più di 220 pubblicazioni scientifiche sulle
conseguenze psicologiche dell'aborto, un gruppo di esperti della società
di psicologia americana (American Psychological
Association APA) arriva alla conclusione che le donne che interrompono
una gravidanza non pianificata non hanno un rischio maggiore di problemi
psichici rispetto a quelle che portano la gravidanza a termine.
Comunicato stampa dell'APA
24 luglio 2008
Il Comitato dei diritti dell'uomo dell'ONU si preoccupa
del divieto assoluto dell'aborto in Irlanda
Il Comitato raccomanda all'Irlanda di adattare la sua legislazione sull'aborto alle disposizioni del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e invita lo Stato a "prendere misure per aiutare le donne a evitare gravidanze non volute, in modo che non debbano ricorrere a pratiche abortive illegali o malsicure" o viaggiare all'estero per ottenere l'intervento.
1o luglio 2008
La Mifegyne (RU486) ammessa per l'utilizzazione fino a 63 giorni
nell'UE
L'Agenzia europea del farmaco, EMEA, ha rivalutato le disposizioni d'autorizzazione all’immissione in commercio della "pillola abortiva" Mifegyne. Le disposizioni venivano uniformate per tutta l'Unione Europea e il termine per l'uso del farmaco per l'interruzione di gravidanza fu prolungato fino a 63 giorni di amenorrea.
26 giugno 2008
Svizzera: dopo 5 anni della soluzione dei termini la
tendenza alla diminuzione degli aborti prosegue
Le statistiche pubblicate
dall'Ufficio federale di statistica rivelano di nuovo una leggera
diminuzione del numero di interruzioni di gravidanza nel 2007, quinto
anno dopo l'entrata in vigore della soluzione dei termini che permette
l'aborto nelle prime 12 settimane alle richiesta della donna. Con 6,5 per 1'000
donne di 15-44 anni, il tasso di abortività in Svizzera è fra i più
bassi nel mondo. Invece, la proporzione di interruzioni fatte col metodo
farmacologico (Mifegyne) è molto impressionante in paragone
internazionale, con il 56% del totale degli interventi.
Comunicato
stampa dell'UST (francese)
Commento dell'APAC-Suisse
(francese)
Informazioni statistiche
complementari (francese)
20 maggio 2008
Inghilterra: sconfitta degli antiabortisti
Dopo parecchi mesi di discussioni pubbliche accanite, la Camera bassa del
parlamento britannico ha respinto diverse proposte antiabortiste che
cercavano di abbassare il termine legale per l'interruzione di
gravidanza. La proposta di una riduzione a 22 settimane è stata respinta
con 304 voci contro 233. Il termine per le interruzioni su indicazione medica o
psico-sociale rimane dunque fissato a 24 settimane. I fautori della
proposta avanzavano l'argomento che negli ultimi decenni il progresso
scientifico avrebbe permesso a neonati sempre più prematuri di
sopravvivere. Però i studi più recenti hanno rivelato che al di sotto di
24 settimane il tasso di sopravvivenza non è cambiato percettibilmente.
Le organizzazioni dei medici si sono mostrate contrarie alla riduzione
del termine. Gli aborti tra 22 e 24 settimane sono solo il 0,5% del
totale e per lo più sono fatti per malformazioni del feto.
Un altra proposta che voleva introdurre un colloquio obbligatorio prima
dell'intervento fu ugualmente respinta chiaramente.
13 maggio 2008
Il diritto fondamentale alla pianificazione familiare
40 anni fa, il 13 maggio 1968, alla Conferenza internazionale sui diritti dell'uomo a Teheran, l'ONU ha proclamato il diritto fondamentale delle coppie di decidere, come persone libere e responsabili, il numero di figli desiderati e il momento delle nascite. Però questo diritto tuttora rimane lettera morta per milioni di coppie nel mondo perche i contraccettivi non sono accessibili o i prezzi ne sono esorbitanti. Inoltre, l'aborto - ultima risorsa in caso di un fallimento della contraccezione - rimane vietato in numerosi paesi.
16.4.2008
Consiglio d'Europa : gli Stati membri sono invitati a garantire
l'accesso all'aborto
Con 102 voti contro 69 l'Assemblea parlamentare ha approvato una
risoluzione che invita i 47 Stati membri a depenalizzare l'aborto e
a garantire alle donne l'accesso all'intervento legale e senza rischi.
L'Assemblea fa appello agli Stati a rispettare la scelta autonoma
della donna e ad eliminare le restrizioni che nella legge o nella realtà
impediscono l'accesso all'aborto. Inoltre, chiede agli Stati di garantire l'accesso alla contraccezione e
di mettere in piedi l'educazione sessuale obbligatoria per i giovani.
Il testo della Risoluzione :
francese
inglese
4.3.2008
Italia: l'aborto farmacologico accessibile fra poco?
Il 10 novembre 2007, la ditta Exelgyn ha presentato finalmente la
richiesta di vendita per la pillola abortiva RU486 (Mifegyne)
all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).
Il 25 febbraio, la commissione tecnico-scientifica dell'Aifa ha dato
parere favorevole all'introduzione del farmaco in Italia. Una volta
negoziato il prezzo con l'azienda produttrice, l'ultimo step sarà
l'approvazione definitiva da parte del consiglio di amministrazione
dell'Aifa. Se non si presentano altri ostacoli imprevisti, la Mifegyne
dovrebbe essere disponibile negli ospedali pubblici del paese in maggio
2008.
Vescovi, cerchi politici e media antiaborto fanno campagna contro il
farmaco in un ultimo sforzo di impedirne la commercializzazione in
Italia, mentre in quasi tutti gli altri paesi d'Europa il metodo
farmacologico viene applicato da molti anni.