Aborto - Interruzione di gravidanza : per il diritto alla libera scelta



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"Finanziamento dell'aborto - questione privata"

Ultima attualizzazione:

Aborto - interruzione della gravidanza : le attualità

28.12.2011
Uruguay: il Senato approva la soluzione dei termini

Con 17 voti contra 14, il Senato dell'Uruguay ha approvato una legge che prevede un modello dei termini. Il progetto passa adesso alla Camera bassa dove la coalizione di sinistra del presidente del governo, José Mujica; tiene ugualmente la maggioranza. Il presidente ha annunciato che - al contrario del predecessore - firmerà la nuova legge (veda news del 20.11.2008).
Nel Uruguay, la legge del 1938 sta sempre in vigore. Vieta l'aborto, con l'eccezione di un pericolo di morte per la donna incinta o di uno stupro.


25.10.2011
Austria: attivisti HLI condannati per stalking

Quattro oppositori dell'aborto, tra cui il presidente di Human Life International (HLI Austria) Dietmar Fischer, sono stati condannati per molestie in seconda istanza, dalla Corte d'appello di Graz. Per circa un anno, si sono regolarmente piantati di fronte allo studio di un ginecologo per distribuire alle donne degli embrioni di plastica e dei rosari, allo scopo di dissuaderle dall'avere un aborto. "Le azioni politiche sono ammessi, ma non la caccia alle streghe contro gli individui", ha detto il giudice.
Speriamo che questa sentenza promettente possa fermare il terrorismo psicologico di fronte le cliniche che praticano l'aborto in Austria.


18.10.2011
Liechtenstein: il Landtag respinge strettamente la soluzione dei termini

Con 13 voti contro 12  il Parlamento del Principato (con 25 deputati) ha respinto una soluzione dei termini secondo il modello svizzero. Probabilmente l'annuncio reiterato del Principe di opporre il suo veto ha ancora una volta influenzato il voto.
La proposta è stata presentata da due membri della "Lista Libera", dopo il rifiuto molto stretto della soluzione dei termini in votazione popolare. Un'indagine rappresentativa ha dimostrato che un tale sistema molto probabilmente avrebbe trovato una maggioranza, se il Principe non avesse annunciato il suo veto prima della votazione, e se il testo non avesse compreso l'indicazione fetale.
Almeno, una proposta deve ora essere sviluppata per depenalizzare le donne che si recano all'estero per l'aborto... il turismo dell'aborto sarà dunque sanzionato dallo Stato...


18.9.2011
Liechtenstein: in votazione sconfitta stretta della soluzione dei termini

Dopo una campagna molto emotiva, gli elettori del Liechtenstein hanno respinto con una maggioranza bassissima di 52,3% dei voti l'iniziativa per la soluzione dei termini. Un risultato del tutto rispettabile in questo paese molto cattolico e visto l'annuncio del Principe del suo veto in caso di accettazione dell'iniziativa (curiosità totalitaria in uno stato democratico). Purtroppo, il dibattito pubblico, invece di mettere al centro il diritto della donna ad una decisione autonoma, si è concentrato sull’indicazione fetale contenuta nel testo, accusandola falsamente di essere ostile ai disabili.


1.9.2011
Polonia: il divieto totale dell'aborto strettamente respinto

Il 31 agosto il parlamento polacco ha respinto con una maggioranza schiacciante di 369 voti contro 31 la proposta del partito di opposizione della Sinistra democratica (SLD) per una soluzione dei termini. Il testo proponeva anche finanziamenti per la contraccezione con fondi pubblici e l'introduzione dell'educazione sessuale nelle scuole. Invece, una proposta che avrebbe vietato l'aborto in tutti i casi veniva respinta di stretta misura con 191 voti contro 186.
Il 1o settembre il movimento pro-choice ha lanciato la raccolta di firme per una legge "per la genitorialità consapevole e i diritti riproduttivi". Lo scopo di questa iniziativa popolare è lo stesso di quello della proposta parlamentare respinta. Ci vorranno 100.000 firme per obbligare il parlamento a discuterne. In ottobre il popolo eleggerà un nuovo parlamento...
per saperne di più sulla Polonia... (in francese)


6.7.2011
Svizzera: il numero delle interruzioni di gravidanza rimane stabile

Secondo le statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica, il numero delle interruzioni di gravidanza è aumentato leggermente nel 2010, ma diminuito per le minorenne. Sin dall'introduzione della soluzione dei termini nel 2002, il numero è rimasto stabile a circa 10'500 interruzioni. Con 6,8 interruzioni per 1'000 donne di 15-44 anni, il tasso di abortività è il più basso in Europa.
Pubblicazione dell'UST
Per più dettagli... (francese)


4.7.2011
Svizzera: nuova iniziativa antiabortista depositata

Il 4 luglio, poco prima della fine del termine di 18 mesi per la raccolta delle firme, la nuova iniziativa antiabortista "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata" è stata depositata con 111'000 firme.


26.5.2011
La Polonia condannata dalla CEDU

Il caso riguarda il deliberato rifiuto di medici contrari alla pratica dell'aborto di effettuare, in modo tempestivo, su una madre incinta del terzo figlio affetto da una grave anomalia i test genetici ai quali aveva diritto. Come risultato della procrastinazione dei professionisti la donna ha dovuto sopportare settimane di incertezza dolorosa per la salute del feto, per il proprio futuro e quello della sua famiglia e di una estrema ansia. Infine, era troppo tardi per un aborto terapeutico.
Nella sua sentenza del 26 maggio la Corte europea dei diritti dell'uomo ha dichiarato, con 6 voti contro 1 che le autorità polacche avevano violato il loro obbligo di garantire alla ricorrente R.R. effettivo rispetto della vita privata e che pertanto c'è stata una violazione dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Inoltre, vista la sofferenza della ricorrente e il trattamento umiliante che ha ricevuto la Corte ha riconosciuto la violazioni dell'articolo 3 della Convenzione (divieto di trattamenti inumani o degradanti). La Polonia deve versare a R.R. a titolo di danno non patrimoniale la somma di 60.000 €.
La Corte ha dichiarato che gli Stati sono tenuti ad organizzare i loro servizi sanitari in modo da garantire che l'esercizio della libertà di coscienza dei professionisti della salute non impedisca i pazienti di accedere ai servizi cui hanno diritto.
Sentenza della Corte (inglese)


12.4.2011
Svizzera : il Consiglio nazionale respinge una proposta antiabortista

Con 84 voti contro 55, il Consiglio nazionale ha respinto chiaramente una mozione del Consigliere UDC Peter Föhn, colla quale esso volevo abolire l'obbligo delle casse malattia di rimborsare i costi dell'interruzione di gravidanza.
Il termine ultimo per la raccolta di firme per una iniziativa popolare sullo stesso obiettivo è la metà di luglio.
per saperne di più...


16.3.2011
Germania: il numero delle IVG continua di diminuire

Nel corso dell'anno 2010, il numero delle interruzioni di gravidanza è di nuovo leggermente diminuito, rispetto all'anno precedente. La tendenza alla diminuzione prosegue dal 2001. In particolare si nota di nuovo una diminuzione al di sopra della media (-8,2%) per le ragazze di meno di 18 anni.
Per più informazioni (francese)


8.3.2011
Parlamento europeo : per un accesso agevole all'aborto

Proprio il giorno della Festa internazionale della donna, il Parlamento europeo ha adottato con grande maggioranza due Risoluzioni che ritengono "che l'UE e gli Stati membri debbano garantire alle donne un accesso agevole ai metodi contraccettivi nonché il diritto all'aborto sicuro" e insistono sul "fatto che le donne debbano avere il controllo dei loro diritti sessuali e riproduttivi". (Risoluzione sulla parità tra donne e uomini e Risoluzione sulla riduzione delle disuguaglianze sanitarie nell'UE)


1 3.2011
Liechtenstein: iniziativa per la soluzione dei termini

Un gruppo di esperti ha presentato al governo del Principato un'iniziativa che propone che l'interruzione della gravidanza non sia punibile nelle prime dodici settimane. La proposta prevede una consulenza obbligatoria e un tempo di attesa di tre giorni prima dell'intervento. Questo è il secondo tentativo di liberalizzare la legislazione molto restrittiva sull'aborto del Liechtenstein.
www.hilfestattstrafe.li


11.2.2011
Il rischio di problemi psicologici non aumenta dopo l'aborto

Uno studio larghissimo danese fornisce la prova: non aumentano i problemi psicologici dopo l'aborto. Lo studio è basato sul registro statale dei dati sulla salute della popolazione raccolti meticolosamente nel Danimarco. I dati delle 85'000 donne che hanno interrotto la loro gravidanza tra 1995 e 2007 mostrano che la proporzione fra di loro che consultò un psichiatra dopo l'aborto non era più elevata di quella prima. Conclusione degli autori : l'ipotesi che aumenterebbero i problemi psicologici in seguito all'aborto è insostenibile.
Munk-Olsen T. et al. "Induced First-Trimester Abortion and Risk of Mental Disorder", N.Engl.J.Med 2011;364:332-9


16.12.2010
Irlanda condannata dalla Corte europea dei Diritti dell'Uomo

La Corte europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), nel caso A, B e C c. Irlanda, ha condannato l'Irlanda quanto concerna C, per aver violato l’art. 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo che garantisce il diritto al rispetto della vita privata. La donna, la cui vita era minacciata per causa della sua gravidanza, doveva recarsi in Gran Bretagna per sottoporsi ad aborto, perché le autorità non hanno attuato un'effettiva procedura che permetta alle gestanti di vedere stabilito il proprio diritto all'interruzione della gravidanza nei limiti della stessa legislazione irlandese.
Con 11 voci contro 6, la Corte ha rifiutato invece i ricorsi di A e B. Nei loro casi si trattava "soltanto" di ragioni di salute o di benessere e avevano la possibilità di interrompere la gravidanza all'estero. Tenendo conto dei valori morali profondamente radicati nel paese, la Corte ha ritenuto che rientri nel margine di apprezzamento dell'Irlanda di vietare l'aborto per questi motivi.
La sentenza ha provocato reazioni contrastanti, sia della comunità pro-choice che degli oppositori della legalizzazione dell'aborto.
commento di A.M. Rey
per più informazioni sull'Irlanda (francese)


7.9.2010
Aborti in Italia: la tendenza alla diminuzione del numero continua

Secondo i dati provvisori, il numero delle interruzioni di gravidanza in Italia era di 116'933 nel 2009, un decremento del 3,6% rispetto all'anno precedente e del 50,2% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'IVG.
Relazione del ministro della salute
Per più informazioni sull'Italia


5.7.2010
Spagna: la soluzione dei termini entrata in vigore

Nonostante gli interventi della chiesa cattolica e le manifestazioni di massa, il governo ha mantenuto la data del 5 luglio per l'entrata in vigore della nuova legge. Il Tribunale costituzionale deve ormai decidere se vuole sospendere in forma cautelare la norma mentre pende la sua sentenza sulla costituzionalità della legge.


14.6.2010
Svizzera: 7 anni di soluzione dei termini - il numero di aborti continua a diminuire

Nel 2009, il numero delle interruzioni di gravidanza di donne domiciliate in Svizzera è diminuito di 173 (1,8%) in rispetto all'anno precedente e raggiunge i 10'137. Il tasso di interruzioni di gravidanza era di 6,4 ogni 1000 donne dai 15 ai 44 anni, il tasso più basso dal 1970.
Dettagli


1.6.2010
Spagna: l'opposizione ha presentato ricorso contro la legge sull'aborto

L'opposizione di destra del Partito Popolare ha presentato ricorso alla Corte costituzionale contro la nuova legge spagnola che legalizza l'aborto e che dovrebbe entrare in vigore il 1 luglio. I conservatori ritengono che il nuovo testo, che permette alle donne di abortire liberamente fino a 14 settimane di gravidanza, è in contrasto con la Costituzione che riconosce il diritto alla vita. L'azione è accompagnata da una richiesta di sospensione preventiva della legge, il tempo per l'alta corte di pronunciarsi sulla costituzionalità della legge.
Il ministro socialista per l'uguaglianza, Bibiana Aido, che aveva difeso il testo in Parlamento, ha detto che è "pienamente convinta della costituzionalità del testo. Mentre il ministro della giustizia, Francisco Caamaño, pensa che la Corte non può concedere la sospensione preventiva.
Secondo un sondaggio dello scorso anno, il 62% degli spagnoli sarebbe d'accordo che nel primo trimestre, la legge lascia la decisione di abortire o meno nel parere della donna o del medico.


1.4.2010
La pillola abortiva arriva negli ospedali italiani

Le prime confezioni della pillola abortiva Mifegyne (Ru486) sono arrivate in Italia. Dopo tanti anni di polemiche ideologiche e politiche, le donne in Italia avranno finalmente accesso al metodo farmacologico dell'interruzione di gravidanza - 10 a 20 anni dopo le donne in altri paesi europei.
Però, le donne dovranno continuare a lottare - per non essere ritenute in ospedale per 3 giorni come lo vuole dettare per motivi ideologici il governo a Roma. La donna dovrà firmare una dichiarazione di dimissione volontaria dalla struttura ospedaliera.


21.3.2010
Germania: il numero delle IVG continua di diminuire

Nel corso dell'anno 2009, il numero delle interruzioni di gravidanza è diminuito del 3% rispetto all'anno precedente. La tendenza alla diminuzione prosegue dal 2001. In particolare si nota di nuovo una diminuzione al di sopra della media (-7,5%) per le ragazze di meno di 18 anni.
Per più informazioni (francese)


24.2.2010
Spagna: depenalizzazione dell'aborto approvata definitivamente

Nonostante i protesti e gli interventi massicci della chiesa cattolica, il Senato spagnolo ha approvato, con 132 voti contro 126 e senza nessuna modifica, la legge sull'interruzione di gravidanza già adottata prima dalla Camera dei deputati. 3 proposte di rifiuto e 88 proposte di emendamento venivano respinte. 
A secondo il testo adottato, entro le prime 14 settimane le donne a partire di 16 anni possono decidere in autonomia di interrompere una loro gravidanza. Devono essere informate in modo comprensivo e rispettare successivamente un periodo di riflessione di 3 giorni prima dell'aborto.
Per ottenere il consenso della maggioranza parlamentare, il governo ha accettato un compromesso : le adolescenti da 16 a 17 anni non avranno bisogno del consenso dei genitori, ma dovranno informare uno di loro prima dell'intervento, a meno che ci sia un grande rischio di problemi gravissimi nella famiglia.
Al di là di 14 settimane l'interruzione rimane legale se ci sono motivi medici, al di là di 22 settimane solo per una malattia gravissima del feto.
La legge sarà pubblicata nel Bollettino ufficiale in marzo e entrerà in vigore quattro mesi dopo.


23 febbraio 2010
Portogallo : la legge è conforme alla Costituzione

Con 7 voti contro 5, il Tribunale costituzionale del Portogallo ha deciso che la soluzione dei termini approvata dal Parlamento e dal popolo nel 2007, non era contraria alla Costituzione. Secondo il Tribunale il feto non ha un diritto individuale alla vita. La consulenza obbligatoria e i 3 giorni di riflessioni prima dell'intervento, al parere del Tribunale, bastavano per adempiere il dovere di proteggere la vita prenatale.


27.1.2010
Svizzera: lanciata una nuova iniziativa anti-aborto

Il 26 gennaio, un gruppo di parlamentari, col sostegno dell'organizzazione "Mamma" (già "Per la madre e il bambino"), ha lanciato l'iniziativa "Il finanziamento dell'aborto è una questione privata". L'iniziativa vuole stralciare l'aborto e l'embrioriduzione dal catalogo delle prestazioni dell'assicurazione malattie di base. La proposta emana dall'associazione "Mamma" che aveva lanciato, nel 1998, l'iniziativa per un divieto totale dell'aborto e, nel 2002, fatto campagna contro la soluzione dei termini. La richiesta dell'iniziativa è assurda. Radiare l'interruzione di gravidanza dal catalogo delle prestazioni di base non ridurrebbe per niente i costi della salute, piuttosto li farebbe aumentare.
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17.12.2009
Spagna: depenalizzazione dell'aborto approvata dal Congresso

Con 184 voti contro 158 la Camera dei deputati in Spagna ha approvato la soluzione dei termini - nonostante i protesti massicci della chiesa cattolica.
Il progetto passa ora al Senato dove sarà probabilmente dibattito all'inizio dell'anno 2010. La nuova legge dovrebbe entrare in vigore in aprile dell'anno prossimo.


10.12.2009
Italia: via libera definitiva alla Mifegyne (Ru486)

L'Aifa (Agenzia italiana del Farmaco) ha dato il via libera definitivo alla commercializzazione in Italia della "pillola abortiva". La Mifegyne potrà essere somministrata soltanto entro la settima settimana di gravidanza (a contare dall'inizio dell'ultima mestruazione) e negli ospedali pubblici. 
Ormai spetterà alle autorità regionali stabilire protocolli applicativi e quindi la battaglia non è finita. Infatti, ce ne sono che vogliono che le donne debbano stare ricoverate inutilmente dall'assunzione della Mifegyne fino all'espulsione (al meno 3 giorni). Però nemmeno i detrattori più feroci del farmaco ammettono che "gli ospedali non sono carceri" e basterà che la donna firmasse una dichiarazione di dimissione.


4.9.2009
Monaco: avanzata modesta

Il 24 aprile scorso, Alberto II, principe di Monaco per grazia di Dio, ha sanzionato una legge approvata alcuni giorni prima dal parlamento monegasco, dopo parecchi anni di deliberazione. La legge permette di interrompere una gravidanza che presenta un rischio per la vita o la salute fisica della donna incinta o che è frutto di un atto criminale o anche in caso di anomalie gravi del feto. Il rischio deve essere attestato da due medici. Per le minorenne è richiesto il consenso di uno dei genitori. L'intervento dev'essere praticato in un ospedale pubblico. Gli esperti si aspettano da cinque a dieci casi all'anno.
Ciò che si presenta come una legge estremamente restrittiva della prima metà del secolo scorso, è tuttavia una avanzata importante per il Principato. Accompagnata dai protesti dei dignitari della Chiesa cattolica, l'entrata in vigore della legge ha fatto uscire Monaco dal gruppo dei paesi che proibiscono l'aborto in qualunque circostanza. Nondimeno, le donne monegasche che non riempiscono le rigorose condizioni della legge continueranno a far il breve viaggio all'estero per abortire.


30.7.2009
Italia : via libera alla pillola abortiva

Con 4 voti contro 1, l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha finalmente dato il via libera all'immissione in commercio in Italia della "pillola abortiva", dopo una procedura durata due anni, durante la quale l'Agenzia era esposta a pressioni forti da parte della Chiesa e del governo. Però la pillola potrà essere utilizzata solo in ambito ospedaliero.
Non si sa per quanto tempo le donne italiane dovranno ancora aspettare finché questo metodo alternativo per l'interruzione di gravidanza sia accessibile in tutto il paese - eppure si usa da 10 anni e più in quasi tutti i paesi europei. Senza dubbio, la Chiesa e certi membri del governo cercheranno di praticare l'ostruzionismo per frenare ancora la distribuzione del farmaco e di regolamentarne l'applicazione nel modo più complicato possibile.
per altre informazioni sull'Italia...


18.6.2009
Interruzioni di gravidanza in Svizzera : situazione stabile

Come negli anni precedenti, il numero delle interruzioni di gravidanza  non è aumentato nel sesto anno dopo l'entrata in vigore della soluzione dei termini. Nel 2008, 10'200 donne residenti in Svizzera hanno deciso di interrompere la loro gravidanza. Il tasso di interruzioni di gravidanza è rimasto stabile al livello molto basso di 6,5 interruzioni ogni 1'000 donne tra i 15 e i 44 anni. Lo stesso vale per il tasso delle adolescenti (5 interruzioni ogni 1'000 donne tra i 15 e i 19 anni).
Comunicato stampa dell'Ufficio federale di statistiva
Comunicato stampa di Aborto-informazioni

La soluzione dei termini entrata in vigore nel 2002 non ha fatto aumentare il numero di interruzioni di gravidanza. Al contrario, la tendenza rimane alla diminuzione. Il turismo abortivo intercantonale è press a poco sparito. Gli interventi si fanno sempre più precocemente. La maggioranza delle IVG concerne donne tra i 20 e i 29 anni. Il numero di gravidanze delle adolescenti non è aumentato.
Un evoluzione, fatti e dati  esposizione di Anne-Marie Rey, 2009
francese  /  tedesco


31.5.2009
Il movimento Pro choice in lutto per l'assassinio del Dr. George Tiller

La domenica di Pentecoste George Tiller mentre partecipava al culto nella chiesa luterana di Wichita (USA), fu assassinato con lo sparo di un antiabortista fanatico. Tiller era uno di quei pochi medici negli USA che praticano l'interruzione molto tardiva in casi gravissimi, nonostante l'ostilità massiccia incontrata. Godeva di una grande stima fra i colleghi per il suo impegno infaticabile, il suo coraggio e la maniera umana e rispettosa con la quale trattava le donne in difficoltà.

Fin dal 1990, 5 medici e 6 altri membri del personale di cliniche che praticano gli aborti furono assassinati. Inoltre, 20 persone hanno subito attacchi violenti e furono ferite.


29.4.2009
Malawi: un organizzazione femminile intenta un processo al governo

Nello stato sud-africano del Malawi, l'organizzazione femminile importante Women in Law in Southern Africa WILSA, intenta un processo al governo per ottenere l'abrogazione del divieto di abortire. Il codice penale del paese prevede una pena detentiva di 7 anni per la donna che abortisce. Tuttavia, gli aborti clandestini sono numerosi e a seconda le stime ufficiali, il 30% di tutti i decessi materni si deve attribuire a questa causa. Secondo l'opinione della WILSA, il divieto di abortire costituisce una violazione dell'obbligo di tutelare l'integrità fisica delle donne e una loro discriminazione. L'organizzazione per conseguenza domanda l'abrogazione della disposizione penale.
L'azione della WILSA viene sostenuta da altre organizzazioni tra le quali la Commissione dei Diritti dell'Uomo del Malawi.


2 marzo 2009
Mexico City: effetti positivi della soluzione dei termini

La soluzione dei termini fu adottata dall'assemblea legislativa di Mexico City in aprile 2007. Tutti gli ospedali pubblici venivano obbligati di garantire l'accesso all'intervento. D'allora in poi, più di 20'000 interruzioni di gravidanza legali sono state effettuate, il 76% nelle prime 9 settimane di gravidanza. Mentre che negli 10 anni precedenti da 8 a 10 donne morirono annualmente in seguito a aborti clandestini, un solo decesso venne registrato sin dall'attuazione della soluzione dei termini. Le complicanze gravi di aborti clandestini sono sparite dagli ospedali. Il numero di bambini abbandonati è diminuito della metà.
Però, in alcuni altri Stati federati del Messico le proposte parlamentari d'introdurre una soluzione dei termini sono state bocciate.


18 febbraio 2009
Spagna: un passo decisivo verso una soluzione dei termini

Dopo parecchi mesi di deliberazione, la Commissione parlamentare sull'Uguaglianza ha adottato, con 20 voci contro 16, la proposta per una soluzione dei termini in materia di aborto. Spetterà al governo di precisarne i dettagli e di presentare al parlamento un progetto legislativo che dovrà essere votato prima della fine dell'anno. La proposta prevede il diritto della donna di decidere autonomamente sull'interruzione di una gravidanza di meno di 14 settimane. Per le ragazze di meno di 16 anni è previsto il consenso paterno. Fino a 22 settimane, la Commissione propone inoltre di autorizzare l'aborto per motivi medici.
La proposta è sostenuta dal partito socialista del premier Zapatero e dai partiti della Sinistra unita che insieme dispongono della maggioranza in parlamento.
Il Partito popolare dell'opposizione conservatrice rifiuta la riforma e vorrebbe mantenere la legge attuale, anzi farla più restrittiva. È pronto a ricorrere al Tribunale costituzionale nel caso che la nuova legge fosse adottata.
La legge spagnola in vigore consente l'aborto solo in caso di un pericolo fisico o psicologico per la donna incinta.


23 gennaio 2009
USA : Obama revoca una decisione fatale del governo Bush

Al terzo giorno della sua entrata in funzione, il nuovo presidente degli USA,  Barack Obama, ha revocato una direttiva del governo Bush che proibiva ogni sovvenzione alle organizzazioni che si impegnano a legalizzare l'aborto negli paesi in sviluppo o che offrano anche loro stessi l'interruzione di gravidanza, nel contesto della pianificazione familiare. Perfino le organizzazioni che fanno esclusivamente opera di informazione e consulenza in materia di aborto erano colpite dalla proibizione. Durante gli otto anni del governo Bush, la direttiva ha ritirato alle organizzazioni di pianificazione familiare dei fondi considerevoli che avrebbero potuto servire a prevenire le gravidanze non desiderate e a salvare la vita alle donne che non hanno accesso all'interruzione di gravidanza senza rischio.

Il giorno prima, Obama si era dichiarato favorevole alla famosa sentenza Roe v. Wade con cui la Corte Suprema legalizzò l'aborto negli Stati Uniti, il 22.1.1973.


20 novembre 2008
Uruguay: il veto del presidente dello Stato blocca la soluzione dei termini

La Camera dei deputati aveva adottato la soluzione dei termini il 5 novembre, con 49 voti contro 48. Il Senato seguiva il 11 novembre, con 17 voti contro 13. Però, il presidente dell'Uruguay, Tabaré Vasquez (del partito di sinistra), ha opposto il suo veto. La legge non ha ottenuto la necessaria maggioranza parlamentare dei 3/5 per superare il veto presidenziale.
Vazquez si è anche opposto all'organizzazione di un referendum. Secondo un sondaggio rappresentativo, il 56% della popolazione sarebbe favorevole alla soluzione dei termini.
Dal 1985, sei proposte furono introdotte in parlamento per ottenere una soluzione dei termini. A poco a poco il clima diventa più favorevole. Nel 2004, il Senato aveva ancora respinto la proposta con 17 voti contro 13.


5 novembre 2008
Sconfitta per gli antiabortisti negli Stati Uniti

L'elezione di Barak Obama alla presidenza degli Stati Uniti è una grande vittoria per le donne. Obama si è dichiarato partigiano fermo del diritto delle donne all'autodeterminazione in materia di aborto. Tutte le speranze sono poste in lui per correggere le decisioni sbagliate del governo Bush e per nominare giudici più liberali alla Corte suprema.
Lo stesso 5 novembre, le organizzazioni antiabortiste hanno dovuto ingoiare sconfitte in tre Stati federati. Nel South Dakota il 55% dei votanti ha respinto un progetto di legge estremamente restrittivo. Nel Colorado una proposta che voleva garantire il diritto alla vita fin dal concepimento fu bocciata nella proporzione di tre quarti e un quarto. E in California i votanti hanno rigettato una iniziativa che prevedeva l'informazione obbligatoria dei genitori prima che una minorenne sia autorizzata ad abortire.


11 ottobre 2008
Australia: aborto decriminalizzato nello Stato federato di Victoria

La camera alta del parlamento (Senato) dello Stato federato di Victoria (5 milioni di abitanti) ha adottato, con 23 voti contro 17, una legge che decriminalizza totalmente l'aborto fino alla 24esima settimana della gravidanza. Oltre questo limite, l'interruzione di gravidanza viene autorizzata se due medici sono dell'opinione che l'intervento s'impone per motivi medici, tenendo conto delle circostanze fisiche, psicologiche e sociali della donna.
La camera dei rappresentanti aveva già approvato la misura il 10 settembre, con 47 voti contro 35.


28 agosto 2008
Messico: la Corte Suprema ha sancito la depenalizzazione dell'aborto a Città del Messico

Con una maggioranza inaspettata di 8 voti contro 3, la Corte Suprema del Messico ha bocciato i ricorsi del Procuratore generale federale e della commissione nazionale per i diritti umani contro la soluzione dei termini del distretto federale di Messico City. I giudici hanno stabilito che la depenalizzazione dell'aborto nelle 12 prime settimane di gravidanza non violano i diritti fondamentali garantiti dalla costituzione. I diritti della donna hanno priorità sulla protezione della vita antenatale.
I sostenitori della nuova legislazione sperano che la sentenza della Corte avrà ripercussioni sugli altri Stati federati del Messico e su tutta l'America latina.


13 agosto 2008
L'aborto non costituisce un rischio per la salute mentale delle donne

Dopo analisi di più di 220 pubblicazioni scientifiche sulle conseguenze psicologiche dell'aborto, un gruppo di esperti della società di psicologia americana (American Psychological Association APA) arriva alla conclusione che le donne che interrompono una gravidanza non pianificata non hanno un rischio maggiore di problemi psichici rispetto a quelle che portano la gravidanza a termine.
Comunicato stampa dell'APA


24 luglio 2008
Il Comitato dei diritti dell'uomo dell'ONU si preoccupa del divieto assoluto dell'aborto in Irlanda

Il Comitato raccomanda all'Irlanda di adattare la sua legislazione sull'aborto alle disposizioni del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici e invita lo Stato a "prendere misure per aiutare le donne a evitare gravidanze non volute, in modo che non debbano ricorrere a pratiche abortive illegali o malsicure" o viaggiare all'estero per ottenere l'intervento.


1o luglio 2008
La Mifegyne (RU486) ammessa per l'utilizzazione fino a 63 giorni nell'UE

L'Agenzia europea del farmaco, EMEA, ha rivalutato le disposizioni d'autorizzazione all’immissione in commercio della "pillola abortiva" Mifegyne. Le disposizioni venivano uniformate per tutta l'Unione Europea e il termine per l'uso del farmaco per l'interruzione di gravidanza fu prolungato fino a 63 giorni di amenorrea.


26 giugno 2008
Svizzera:  dopo 5 anni della soluzione dei termini la tendenza alla diminuzione degli aborti prosegue

Le statistiche pubblicate dall'Ufficio federale di statistica rivelano di nuovo una leggera diminuzione del numero di interruzioni di gravidanza nel 2007, quinto anno dopo l'entrata in vigore della soluzione dei termini che permette l'aborto nelle prime 12 settimane alle richiesta della donna. Con 6,5 per 1'000 donne di 15-44 anni, il tasso di abortività in Svizzera è fra i più bassi nel mondo. Invece, la proporzione di interruzioni fatte col metodo farmacologico (Mifegyne) è molto impressionante in paragone internazionale, con il 56% del totale degli interventi.
Comunicato stampa dell'UST (francese)
Commento dell'APAC-Suisse (francese)
Informazioni statistiche complementari (francese)


20 maggio 2008
Inghilterra: sconfitta degli antiabortisti

Dopo parecchi mesi di discussioni pubbliche accanite, la Camera bassa del parlamento britannico ha respinto diverse proposte antiabortiste che cercavano di abbassare il termine legale per l'interruzione di gravidanza. La proposta di una riduzione a 22 settimane è stata respinta con 304 voci contro 233. Il termine per le interruzioni su indicazione medica o psico-sociale rimane dunque fissato a 24 settimane. I fautori della proposta avanzavano l'argomento che negli ultimi decenni il progresso scientifico avrebbe permesso a neonati sempre più prematuri di sopravvivere. Però i studi più recenti hanno rivelato che al di sotto di 24 settimane il tasso di sopravvivenza non è cambiato percettibilmente. Le organizzazioni dei medici si sono mostrate contrarie alla riduzione del termine. Gli aborti tra 22 e 24 settimane sono solo il 0,5% del totale e per lo più sono fatti per malformazioni del feto.
Un altra proposta che voleva introdurre un colloquio obbligatorio prima dell'intervento fu ugualmente respinta chiaramente.


13 maggio 2008
Il diritto fondamentale alla pianificazione familiare

40 anni fa, il 13 maggio 1968, alla Conferenza internazionale sui diritti dell'uomo a Teheran, l'ONU ha proclamato il diritto fondamentale delle coppie di decidere, come persone libere e responsabili, il numero di figli desiderati e il momento delle nascite. Però questo diritto tuttora rimane lettera morta per milioni di coppie nel mondo perche i contraccettivi non sono accessibili o i prezzi ne sono esorbitanti. Inoltre, l'aborto - ultima risorsa in caso di un fallimento della contraccezione - rimane vietato in numerosi paesi.


16.4.2008
Consiglio d'Europa : gli Stati membri sono invitati a garantire l'accesso all'aborto

Con 102 voti contro 69 l'Assemblea parlamentare ha approvato una risoluzione che invita i 47 Stati membri a depenalizzare l'aborto e a garantire alle donne l'accesso all'intervento legale e senza rischi. L'Assemblea fa appello agli Stati a rispettare la scelta autonoma della donna e ad eliminare le restrizioni che nella legge o nella realtà impediscono l'accesso all'aborto. Inoltre, chiede agli Stati di garantire l'accesso alla contraccezione e di mettere in piedi l'educazione sessuale obbligatoria per i giovani.
Il testo della Risoluzione : francese   inglese


4.3.2008
Italia: l'aborto farmacologico accessibile fra poco?

Il 10 novembre 2007, la ditta Exelgyn ha presentato finalmente la richiesta di vendita per la pillola abortiva RU486 (Mifegyne) all'Agenzia italiana del farmaco (Aifa).
Il 25 febbraio, la commissione tecnico-scientifica dell'Aifa ha dato parere favorevole all'introduzione del farmaco in Italia. Una volta negoziato il prezzo con l'azienda produttrice, l'ultimo step sarà l'approvazione definitiva da parte del consiglio di amministrazione dell'Aifa. Se non si presentano altri ostacoli imprevisti, la Mifegyne dovrebbe essere disponibile negli ospedali pubblici del paese in maggio 2008.
Vescovi, cerchi politici e media antiaborto fanno campagna contro il farmaco in un ultimo sforzo di impedirne la commercializzazione in Italia, mentre in quasi tutti gli altri paesi d'Europa il metodo farmacologico viene applicato da molti anni. 

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Aborto - le attualità