Antiabortisti
Nuovo attacco antiabortista : stralciare l'aborto dal catalogo
delle prestazioni dell'assicurazione malattia
Il 26 gennaio 2010, un gruppo di parlamentari, col sostegno dell'organizzazione "Mamma" (già "Per la madre e
il bambino" / ASMB), ha lanciato l'iniziativa "Il finanziamento dell'aborto
è una questione privata". L'iniziativa chiede che "fatte
salve rare eccezioni, l'interruzione di gravidanza e l'embrioriduzione
non sono incluse nell'assicurazione obbligatoria", vuole dunque
stralciare l'aborto
dal catalogo delle prestazioni dell'assicurazione malattia di base.
L'iniziativa è stata depositata il 4 luglio 2011 - poco prima della fine
del termine di 18 mesi per la raccolta delle firme - con 109'600 firme
valide
(100'000 è il minimo necessario).
L'iniziativa viene difesa come un contributo alla
riduzione dei costi della salute e del numero degli aborti. Secondo il consigliere nazionale Peter Föhn (UDC),
presidente del comitato, l'interruzione di gravidanza sarebbe una "prestazione
inutile" e non avrebbe niente a che fare con una malattia. L'assicurazione-malattie dovrebbe coprire
solo le prestazioni le più importanti.
Questa argomentazione è assurda e disonesta. Stralciare il
rimborso dei costi dell'aborto dall'assicurazione di base nè
diminuirà in modo notevole il numero delle interruzioni di gravidanza nè farà
nessun risparmio sui costi della salute, piuttosto li farebbe aumentare.
No a questo nuovo
attacco contro l'accesso libero all'interruzione legale della gravidanza
da parte degli anti-abortisti cristiani fondamentalisti !
Chi sta dietro ?
Una prestazione obbligatoria sin dal 1981
Nessuna riduzione dei costi - al contrario
La salute delle donne messa in pericolo
Altri effetti negativi
L'iniziativa disprezza la volontà popolare
Quali eccezioni ?
Le minorenne
L'embrioriduzione
Sulla pelle delle donne più povere
Il principio di solidarietà
Posizioni
Chi sta dietro ?
La
proposta emana dall'associazione "Mamma" che aveva lanciato, nel 1998,
l'iniziativa per un divieto totale dell'aborto e, nel 2002, fatto
campagna contro la soluzione dei termini.
Subito dopo la sua sconfitta nella votazione del 2002, l'associazione
aveva annunciato il lancio di una nuova iniziativa che mirerebbe
l'abolizione del rimborso dell'IVG. In settembre 2009 domandava ai membri
il loro sostegno a l'eventuale lancio.
(si veda Nouvelle stratégie des
opposants?)
L'indirizzo del comitato d'iniziativa si trova a Münchenstein
- dove si trova anche la sede di "Mamma" e dell'ASMB.
Il comitato d'iniziativa
Il comitato è composto di donne e uomini politici della
destra cattolica e evangelica conservatrice che da sempre hanno militato
contro la soluzione dei termini :
- 11 sono membri dell'UDC : i consiglieri nazionali Föhn, Baettig, Bortoluzzi,
Estermann, Flückiger, Freysinger, Geissbühler; i deputati Despot
(VD) e Legrix (NE) come anche Victor Gullien (ASNI, associazione "Mamma")
e Marc Meyer (Riehen)
- 7 del PPD : i consiglieri nazionali
E. Bader, Büchler, Segmüller, Nussbaumer
(ex-CN, "Sì alla vita") come anche D. Albietz ("Per la madre e il bambino"), M. Helfenberger e M. Moor
- 3 del PEV : l'ex consigliere nazionale Donzé, la
CN Streiff (BE, membro del comitato "per madre e bambino" nel 1998)
e V. Kasteler-Budde (GE)
- 3 dell'UDF : gli ex-consiglieri nazionali Brönnimann e Wäfler come anche D. Beutler (ex-segretario generale dell'Associazione dei medici
evangelici
svizzeri AMES)
- 2 del PLR: gli ex-consiglieri nazionali Messmer e Engelberger
- In più, l'organizzazione "Mamma" è rappresentata con il suo
presidente Dominik Müggler che presiede anche la fondazione ASMB.
L'interruzione di gravidanza è
una prestazione obbligatoria dell'assicurazione-malattie secondo la
LAMal fin dal 1981
- Questo obbligo non ha dunque niente a che fare
colla soluzione dei termini. Il rimborso obbligatorio era un
progresso importante per le donne. Metteva fine a una situazione
intollerabile : alcune casse-malattia pagavano l'aborto, altre
invece no, fino all'entrata in vigore della nuova regola,
onorari usurari venivano talvolta chiesti per l'interruzione di
gravidanza. Il costo dell'intervento spesso era più elevato in
cifre assolute negli anni '70 di quello che è al giorno d'oggi .
- Una decisione del Tribunale federale delle
assicurazioni provocò la revisione della LAMal del 1981, la
quale rese obbligatorio il rimborso.
- Nel caso in cui l'iniziativa venisse
approvata, ne risulterebbe la risoluzione del contratto con le
assicurazioni e la fine dei prezzi fissi. Il ritorno di prezzi
eccessivi ne sarebbe probabilmente la conseguenza.
Stralciare l'interruzione di gravidanza dal catalogo delle prestazioni di
base non ridurrebbe i
costi, anzi li farebbe aumentare.
-
10'000 interruzioni di gravidanza annuali in Svizzera è un numero molto basso. Il
tasso di 6,8 per 1'000 donne in età fertile è il più basso
in tutta l'Europa.
- 60% degli interventi si fanno col metodo
farmacologico a un costo tra 500 e 1000 franchi, tutto compreso.
L'intervento chirurgico si fa quasi sempre in ambulatorio, i
costi ammontano a 1'000-2'000 franchi. Il costo totale delle IVG
ammonta a 10 milioni al massimo (6'000 IG a 900.- +
4'000 IG a 1'500.- = 11'400'000 franchi dai
quali si devono detrarre l'aliquota percentuale e la franchigia).
Il portavoce di Santésuisse parla di 7 a 10 milioni ("Der Landbote" del 15.3.2010/"20minuten",
3.7.2011), somma assolutamente trascurabile, rappresentando nemmeno il 0,02%
rispetto ai 60 miliardi dei costi globali della salute. Cioè,
nemmeno 20 centesimi al mese per ogni persona adulta assicurata.
- Se le interruzioni di gravidanza
non fossero più rimborsate dall'assicurazione, certe donne
sarebbero forzate a portare a termine la gravidanza. Un parto
costa fra 2'500 e 10'000 franchi, molto di più di un
aborto. Senza contare i costi conseguenti (trattamenti per problemi psichici
delle madri involontarie e dei bambini non desiderati, costi
sociali per le famiglie povere etc.)
- Gli iniziatori replicano che un bambino nato pagherà, nel corso della sua vita, circa 300'000 franchi
di premi alle casse malati. Dimenticano però che lo stesso bambino,
fino alla sua morte, causerà quasi la stessa somma di spese
alle casse per
trattamenti medici, cure e farmaci, cioè circa 3'000 franchi all'anno
(vedi
comunicato stampa santé suisse 2006).
- Per altro, secondo la logica degli
iniziatori le casse non dovrebbero neanche pagare per il
parto, poichè la gravidanza e il parto non sono una
malattia...
- Però è più probabile che certe donne senza risorse
(immigrate, minorenne, disoccupate per esempio)
tornerebbero ai metodi "do-it-yourself", come nei tempi
passati. Il trattamento delle complicazioni che ne risulterebbero
sarebbe molto più costoso di un'interruzione di gravidanza
precoce.
L'interruzione di gravidanza ha molto
a che fare colla salute o la malattia - L'iniziativa mette in
pericolo la salute delle donne
- Secondo la definizione dell'OMS,
la salute non è solo l'assenza di una malattia, ma uno stato di
completo benessere fisico, psicologico e sociale.
- Legge federale sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA)
Art. 3 Malattia: "È considerata malattia
qualsiasi danno alla salute fisica, mentale o psichica che [...] richieda un
esame o una cura medica [...]".
- ► Tutti i trattamenti che servono a salvaguardare la salute (fisica, mentale
o
psichica) devono essere
rimborsati dall'assicurazione di base.
- Una gravidanza NON VOLUTA è uno stato che
rende malata, fatto rilevato nelle prese di
posizione della Società svizzera di ginecologia e ostetrica
(in tedesco) e della
Federazione dei medici svizzeri (in francese).
- La gravidanza non voluta è anche comparabile
ad un infortunio. I
costi degli infortuni sono coperti dall'assicurazione.
- L'accesso all'interruzione di gravidanza fatta
"secondo le regole dell'arte" è un aspetto importante del
diritto alla salute sessuale e riproduttiva, un diritto
riconosciuto come diritto umano fondamentale dal Consiglio dei
diritti dell'uomo dell'ONU nella sua Risoluzione no 11/18 il 17
giugno 2009.
- Quando l'accesso all'interruzione di
gravidanza fatta secondo le regole dell'arte è reso più
difficile, la salute e la vita delle donne è messa in pericolo :
- Gli interventi si fanno più tardi nella
gravidanza - con più rischi -, perchè prima le donne devono
procurarsi il denaro per pagarli.
- Certe donne
ricorrono all'aborto clandestino do-it-yourself :
- In Italia, numerose donne immigrate si
procurano dei medicamenti abortivi dubbiosi nel Web o sul
mercato nero, perché l'accesso all'aborto in ospedale
diventa sempre più difficile. Spesso queste donne finiscono
in ospedale con perdite di sangue o infezioni pericolose.
- Negli Stati Uniti, due donne disperate si sono sparate nel ventre,
un altra ha pagato un uomo per dargli calci nel ventre... perché
non riuscivano a trovare i soldi per l'intervento. Due
decessi almeno sono stati registrati in seguito di aborti
clandestini non professionali.
Altri effetti negativi
- I costi dell'IVG aumenterebbero perchè le tariffe
fisse delle casse-malattia diventerebbero obsolete.
- L'interruzione di gravidanza diventerebbe ancora
più tabuizzata e stigmatizzata.
- Negli Stati Uniti, dove gli anti-abortisti
hanno già ottenuto ciò che l'iniziativa mira, le donne povere
devono ridurre ulteriormente i limitati mezzi a loro
disposizione per sostenere la famiglia, si indebitano o devono
portare al banco di pegni l'arredamento dell'appartamento per
pagare l'aborto. Altre ricorrono al furto o alla prostituzione.
- Diversi
studi americani hanno trovato un aumento del numero di
suicidi e di abusi sui bambini dopo che il pagamento degli
aborti attraverso l'assicurazione per gli indigenti (Medicaid)
era stato cancellato.
Il popolo ha approvato il rimborso
obbligatorio del costo dell'IG in votazione popolare nel 2002
- All'occasione dei dibattiti nel Consiglio
nazionale sulla soluzione dei termini, nel 1998, una proposta di
Peter Föhn di stralciare questo obbligo dal progetto di legge,
venne rifiutata con 104 voti contro 37, senza nemmeno che i
parlamentari la considerassero degna di essere discussa.
- In giugno 2002, il popolo svizzero ha
approvato la soluzione dei termini con una maggioranza del 72%
dei voti. Il rimborso obbligatorio dei costi dell'interruzione
di gravidanza dall'assicurazione di base faceva parte integrante
della legislazione votata.
Quali rare eccezioni ?
Nel testo dell'iniziativa non è chiaro quali
sarebbero le "rare eccezioni" da pagare
dall'assicurazione. I promotori dell'iniziativa menzionano lo stupro
e il pericolo di morte per la donna incinta. Non sarebbe dunque
pagata l'interruzione di gravidanza nel caso di una gravissima
malformazione del feto o di un grosso rischio (non mortale) per la
salute della donna?
Le minorenne sotto i 16 anni
Rimane nebuloso perché, come pretendono i
promotori, l'iniziativa impedirebbe le minorenne sotto i 16
anni di abortire all'insaputa dei genitori.
L'iniziativa non dice assolutamente nulla a questo proposito.
Per altro, le ragazze che interrompono una gravidanza a questa età sono
pochissime. Per lo più sono accompagnate e sostenute dai genitori.
Però capita che nascondano la loro gravidanza dai genitori - e per buone
ragioni. Potrebbe anche essere di interesse vitale per la giovane
ragazza che i genitori non siano informati (in una famiglia
fondamentalista, islamista per esempio).
Se la legge impone una consulenza obbligatoria per le ragazze al di
sotto di 16 anni, è anche per proteggerle da pressioni di genitori che
vorrebbero forzarle ad abortire - o a portare la gravidanza a termine
contro la loro volontà.
I costi dell'embrioriduzione
Questi costi non sarebbero più rimborsati dalle
casse-malattia, secondo l'iniziativa.
Sono rare le gravidanze multiple di più di 2 o 3 feti che si sviluppano,
e in medicina della procreazione assistita devono considerarsi un errore
professionale. Però, se capita, queste gravidanze presentano un rischio
considerevole per la donna incinta come anche per i feti multipli. La
riduzione spesso si impone in questi casi.
Puro cinismo - sulla
pelle delle più povere
È addirittura cinica la proposta che le donne
potrebbero stipulare un'assicurazione complementare. Sono
precisamente le donne che possono appena pagare l'assicurazione di
base e ancor meno una complementare che hanno bisogno
di essere rimborsate dalla cassa-malattia. Prescindendo da
ciò che nessuna donna premedita in anticipo di aver bisogno di fare
interrompere una gravidanza.
La rivendicazione dell'iniziativa svilisce il principio di
solidarietà
Lo smantellamento della solidarietà è contrario
ai principi etici che reggono il sistema sanitario svizzero (si veda la
presa di posizione n. 12/2006 della
Commissione nazionale d'etica "Le
«dichiarazioni di rinuncia per motivi etici» mettono
in pericolo il principio di solidarietà dell’assicurazione malattie").
Secondo la CNE, una differenziazione tra gruppi di assicurati in base a convincimenti
morali rappresenta un’inammissibile intromissione del sistema sanitario nella
sfera privata degli assicurati. La condanna morale di un comportamento non deve incidere sulle regole che disciplinano il finanziamento solidale del
sistema.
Questa differenziazione è inoltre assai discutibile perché renderebbe
pratica corrente la deroga al principio della condivisione solidale :
- i contrari ai trapianti di organi potrebbero
rifiutare di contribuire ai costi dei trapianti
- i testimoni di Geova potrebbero rifiutare di
pagare per le trasfusioni di sangue
- i non
fumatori potrebbero organizzarsi contro i fumatori
- gli sportivi contro i sedentari
- i snelli contro gli obesi
- gli astinenti contro i bevitori di alcool
- le coppie senza figli contro le famiglie numerose (la maternità non è una
malattia !)
- gli uomini contro le donne
- i giovani contro gli anziani
- E perché dovremmo partecipare tutti ai
costi degli incidenti sportivi, delle malattie sessualmente
trasmissibili etc. etc. ?
Lo smantellamento della solidarietà non è la via giusta per contenere l’aumento dei costi.
Non è ammissibile che certi assicurati scelgano, sulla base dei loro
valori morali individuali, quali prestazioni mediche saranno rimborsati
dall'assicurazione di base ad ALTRE PERSONE ASSICURATE e quali invece
no. Nessuno è costretto di sommettersi o collaborare a un trattamento
che si rifiuta.
Prese di posizione
contro l'iniziativa
Presa di
posizione PLANeS (in francese)
APAC-Suisse (in francese)
Commissione nazionale d'etica, parere N° 12/2006
Società svizzera di ginecologia e ostetrica (in tedesco)
Federazione svizzera dei
medici FMH (in francese)
Federazione
svizzera delle levatrici (in francese)
Associazione svizzera infermiere e infermieri (in francese)
Association romande
et tessinoise des conseillers-ères en santé sexuelle (in francese)
L'iniziativa è un accanimento ideologico
antidemocratico, un attacco nascosto contro la soluzione dei termini. Lo
scopo ultimo è il divieto totale dell'aborto, secondo il consigliere
nazionale Freysinger.
