Aborto - Interruzione di gravidanza : per il diritto alla libera scelta

 

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Testimonianze

Emilia
sono incinta di 5 settimane....ho due figli meravigliosi, uno di 7 anni e uno di 20 mesi...sono combattuta, anche se sò per certo che un terzo figlio non posso averlo, non possiamo farcela, è duro in tutti i sensi. Dopo due figli è brutto pensare di averne un altro nel mio ventre ma non poterlo vedere mai....ma la decisione giusta l'abbiamo presa.


Evee
Ho 24 anni e un bellissimo bambino di 4 che io e suo padre abbiamo voluto.
Dopo il nostro bimbo ho provato alcuni contraccettivi, il problema è che mentre prima del concepimento non mi davano fastidi, dopo il parto mi facevano stare malissimo, così pillola e anello erano da escludere.
Abbiamo provato il preservativo ma oltre che scomodo una volta ci si è anche rotto. Dopo questa esperienza mi sono documentata sui metodi naturali e per anni tutto è andato benone! 2 mesi fa ho avuto per la prima volta un doppio ciclo in un mese e questo mi ha veramente confuso per il calcolo dei giorni fertili, così ho deciso di non avere rapporti in quel mese o comunque di prestare molta attenzione. Attenzione ce n'è stata, non abbiamo mai rapporti completi.
In questo mese di 'astinenza' abbiamo avuto un solo rapporto col coito interrotto...uno si, ma FATALE!!!
Qualche settimana dopo scopro di essere incinta.
I primi giorni sono confusi..tenerlo o no tenerlo..pianti, ansia...tanti dubbi..poi nel giro di una settimana capisco che quello che voglio è NON tenerlo. Non so precisamente il perchè e non ho più i sensi di colpa dei primi giorni, questa non è una cosa che voglio, anzi, più i giorni passano e più non ne voglio sapere. Strano..non pensavo di essere così fredda. Il mio compagno mi appoggia in ogni decisione.
Prenotiamo l'IVG e me la mettono a 3 settimane..un incubo...nel frattempo io già da prima del test di gravidanza sto male, nausea, fame e schifo per ogni cibo..chi ne ha più ne metta.
Manca solo una settimana e non vedo l'ora, conto i giorni, voglio riappropriarmi di me stessa, sono apatica, non faccio più niente, sto nel divano a contare i giorni che mancano alla mia 'liberazione', non vedo questa gravidanza nei termini di: figlio, creatura, esserino, lo vedo solo come un fastidio. Mi sento un pò mostro perchè so quant'è bello fare da mamma al mio piccolino e amo profondamente il mio compagno. Ma fare la mamma non è la mia vocazione, mi piace e l'ho sperimentato e lo faccio con immensa felicità ma non sarà il mio ruolo principale in questa vita. Questo sento e non mi importa di essere giudicata, mi dispiace per chi cerca un figlio e non arriva ma ognuno è diverso e ognuno fa il suo percorso.
Ho già chiesto se si può anticipare l'operazione, ma non si può..
Mi sto antipatica per essermi ritrovata in questa situazione da stupida. È stato veramente un caso bello e buono! Non mi ci ritroverò più!
Un saluto a tutte e se posso dire la mia: fate quello che sentite!!!!!!! è la cosa giusta!

Evee seconda (e ultima) parte
Finalmente il giorno è arrivato! Non dormo niente la notte, mi viene anche la cistite! All'ospedale le infermiere sono carinissime, ho anche una compagna di stanza molto simpatica, una signora molto avanti con l'età che è rimasta incinta sfidando le leggi 'naturali' della menopausa. In realtà siamo in 5 in tutto ma siamo divise in stanze, non so perchè.
Io sono l'ultima ed entro alle 10:30 circa, sono un pò agitata ma non è il primo intervento da sala operatoria che faccio quindi l'iter lo conosco. Mi addormentano e quando mi sveglio il pensiero che è tutto finito mi fa piangere dal sollievo. Esco e il mio compagno vedendomi sorridere pensa (giustamente) che io sia pazza. I dolori ci sono ma sopportabili, come una forte mestruazione, poco dopo mi fanno la puntura per le contrazioni e mi danno l'antibiotico, ancora dolori e ancora la cistite che brucia, ma si sopporta tutto. Il mio compagno è un pò giù. All'inizio era contento della gravidanza ma col passare dei giorni si era calmato e non ha più proferito parola. Cmq oramai è fatta e sinceramente sono contenta che non abbia ostacolato la mia decisione, forse avrei finito per 'accontentarlo' mentre un prossimo figlio se ci sarà dovrà essere desiderato da tutti e due in egual modo.
Prima delle dimissioni mi fanno una visita, tutto bene sembra. Adesso che la tensione è sparita mi sento un pò triste per tutta questa storia, ma dura poco, in realtà mi sento sollevata e felice di tornare alla normalità.
Sensi di colpa non ne ho..non so se verranno col tempo ma la storia del 'peccato' con cui ci hanno cresciuto non mi interessa più da un pezzo, ognuno di noi sa cos'è giusto e io che credo in Dio, e assolutamente non nella chiesa, sono tranquilla. I moralismi così radicati in questo paese mi mettono rabbia, la chiesa ci ha reso schiavi da sempre e non credo abbia nessun diritto di giudicare qualsiasi scelta personale, noi siamo liberi! Costringere una donna a partorire è un atto di forzatura orribile! Che orrore leggere per caso un articolo su 'famiglia cristiana' dove le donne reduci dall'IVG sono TUTTE depresse e a ALTO RISCHIO DI MALATTIE MENTALI, dove consigliano (per stare meglio) di dare un NOME al figlio morto e di fargli dire una messa!!! Perchè non scrivere allora anche delle donne che NON sono pentite e che, anche se tristi rifarebbero questo passo??? L'IVG è UN DIRITTO


Lucrezia  44 anni
avevo 30 anni, io e il mio ragazzo ci eravamo lasciati da qualche mese ed avevo dovuto trovarmi un appartamento per conto mio e cercarmi un doppio lavoro per potermi mantenere.
Dopo poco ho conosciuto un ragazzo bellissimo, simpatico, stupendo. Avevo un sacco di problemi con il lavoro, lui era molto dolce così ci siamo messi insieme e dopo 4 mesi sono rimasta incinta .
Ops! Ero emozionatissima ma sapevo che non era il momento di avere un figlio, con una persona poi conosciuta da così poco tempo. La mia famiglia era lontana e mia mamma , sola con 2 figli a carico , giovani e disoccupati, aveva già un sacco di problemi. Avrei perso anche il mio lavoro e poi?... queste sono state le mie motivazioni, i miei dubbi sono durati poco, il tempo di ragionare sulla mia effettiva situazione.
Lui invece aveva già un figlio avuto anni addietro che viveva con la mamma (risposata), eppure mi ha detto :- teniamolo-  ma io sinceramente gli ho detto che non me la sentivo. Non volevo essere negativa , ma che fine avrebbe fatto la nostra storia, chi poteva dirlo? non volevo essere sola con un figlio. E non volevo un figlio senza padre.
Cosi' ho deciso, e lui ha accettato la mia decisione.
Sono andata in ospedale, ho fatto le analisi  ed eco richieste, dopo pochi giorni mi sono recata all'ora stabilita per il raschiamento. Non mi hanno spiegato nulla e io non ho chiesto nulla,mi sentivo come in trance. Lui era lì con me, era addolorato perchè vedeva che stavo comunque soffrendo, io gli dicevo di non preoccuparsi che sarebbe durato poco.
Mi hanno dato delle pillole per favorire la dilatazione, dolorosissimo,
poi in sala operatoria. Sul lettino mi hanno chiesto se ero decisa , ed ho detto di si. Sono stati abbastanza gentili, un po' asettici , comunque non cercavo l'approvazione di nessuno, ero convinta di quello che stavo facendo. Mentre mi risvegliavo ho sentito un dottore che diceva:- ma è un fagiolino!
Ho pensato che fosse il mio e mi sono sentita sollevata... non era ancora nulla...o quasi...
Il medico che mi ha visitato dopo è stato orrendo e violento, mi hanno detto poi che era il primario! figuriamoci! Ho avuto dei dolori fortissimi e mal di stomaco, le infermiere del dopo intervento erano gentilissime e mi hanno dato degli antidolorifici. Dopo circa 3 ore tutto era finito,sono andata a casa da sola, mi sono sentita libera e sollevata da una situazione troppo grande..
Dopo qualche anno mi sono ammalata ed ho perso la possibilità di avere figli, il destino ha voluto che restassi sempre con quel ragazzo, siamo ormai felicemente sposati.
Certo se avessi potuto vedere il mio futuro la mia scelta sarebbe stata diversa, comunque non sono pentita, era la scelta giusta per quel momento...


Anna
Salvatore ed io eravamo stati insieme per 6 anni, e a pochi giorni dal mio 20° compleanno lui mi aveva lasciata perchè non era più sicuro di amarmi... Io ero innamoratissima di lui, e decisi di diventare la sua "amante" pur di non perderlo. Ci incontravamo la sera tardi, facevamo l'amore e lui non faceva altro che dirmi che mi amava ancora... che voleva stare con me... ma che ormai non poteva più, perchè eravamo cambiati noi ed erano cambiate le nostre vite.
Questo nostro rapporto "malato" è andato avanti per oltre 1 anno...
Il 30 Settembre 2004, mi telefonò mezz'ora dopo le 23... "mi manchi da morire..ti desidero" mi disse.. E come una scena da film degli anni '80 io sgattaiolai dalla finestra della mia stanza per incontrarlo: quella  sera facemmo l'amore in fretta e anche con molta sbadataggine.
Circa 20 giorni dopo, ero in lacrime davanti ad un test di gravidanza positivo.
Io lo volevo quel bambino, lo volevo a tutti i costi..così come volevo Salvatore, al punto da credere che il destino ci aveva forse dato una mano a tornare insieme...Ma lui non la pensava come me..aveva davanti la sua carriera sportiva e poi la sua voglia di libertà...e mi convinse che mi avrebbe aiutato a superare questo fatto..a "liberarmi di questo problema"...
Ma io lo volevo quel bambino. E non facevo altro che dirglielo.
Sono sempre stata una debole, e un pò per paura, un pò per non deludere lui..accettai. Lui mi accompagnò a tutte le visite, a tutti gli incontri con lo psicologo, l'anestesista, il ginecologo.. sempre con il sorriso, stringendomi la mano e dicendomi che, superato questo inconveniente, avremmo persino potuto ricominciare il nostro rapporto, rimettendoci insieme..e mi diceva che un figlio lo avremmo avuto più avanti..quando saremmo stati più grandi...e io come una cretina gli ho anche creduto.
Il 19 Novembre 2004, lui con il suo giornale sportivo mi accompagnava al Policlinico di Napoli per effettuare un 'IVG tutt'altro che volontaria..ricordo ancora la fitta allo stomaco quando la psicologa mi chiese se ero sicura..e io mentendo spudoratamente le dissi "certo, io e il mio ragazzo vogliamo aspettare ancora un pò per essere genitori, ora non ci sentiamo pronti".
E invece io ero pronta eccome.
Ma mi sentivo sola, senza il sostegno di nessuno, ma forse il problema era che io il sostegno non l'avevo chiesto a nessun'altro al di fuori di lui..e più tardi mi pentii amaramente di ciò.
Intervento in anestesia totale, mi svegliai con le lacrime, e lo trovai vicino al mio lettino ad asciugarmene una..ne fui stranamente contenta.
Ma quando uscii fuori, pallida come un ghiacciolo, lui con un sorriso a trentadue denti mi disse "lo vuoi un succhino di frutta e un cornettino?" io lo odiai profondamente.
Mi riaccompagnò a casa di una mia amica, in macchina io mi chiusi nel mutismo più assoluto. E per un pò di giorni non volli sentirlo o vederlo...
Ma la cosa più incredibile fu che, quando tornai a casa mia, mia madre, che non sapeva nulla, guardo nei miei occhi vuoti...e capì. Non dimenticherò mai quell'abbraccio che mi diede mia madre, in un mare di lacrime le raccontai tutto e in un mare di lacrime lei mi disse che se le avessi detto la verità lei mi avrebbe aiutata a tenere il mio bambino...ma ormai era troppo tardi...
La vigilia di Natale 2004 Salvatore mi disse che mi amava e che voleva stare con me.
La sera di Natale 2004 lo incontrai con la sua nuova fidanzata con la quale stava insieme da 5 mesi!
Gli distrussi la macchina a calci.
Dopo questo evento ho avuto qualche problema a gestire i rapporti con altri uomini, e ho collezionato 2 anni di fallimenti sentimentali.
Oggi io ho 28 anni, sono fidanzata da 5 con un ragazzo che amo, che mi ama, e che conosce la mia storia.
Sono felice, ma non c'è stato giorno in questi 7 anni che io non abbia pensato a mio figlio, e al coraggio che non ho avuto per per averlo.
Salvatore invece è sposato, da un anno circa, e ha un bambino di pochi mesi.
Ovviamente non ci parliamo da anni e ....si, lo odio ancora di più per questo.
È vero, come altre hanno scritto, che È UNA DECISIONE CHE SPETTA SOLO A NOI, e che non bisogna farsi influenzare da nessuno nel bene e nel male.
Ciao Angelo mio.


Stefy
Sono Stefy, da Lecce. Ho 34 anni e, per la prima volta nella mia vita ho avuto la grande "fortuna" di..."restare" incinta!!! Un desiderio coltivato da anni ma sempre in attesa "del giusto" principe azzurro che non arrivava mai!!! Così nel corso degli anni, io, figlia di separati (da quando avevo 9 anni) con un padre bastardo oltre che assente e una madre troppo impegnata a tirar su 3 figli per poterci regalare un abbraccio, ho magicamente cambiato il mio pensiero in: "Voglio fare un figlio da sola! Da sola sarò certamente all'altezza! Starà sicuramente meglio senza le liti per casa tra genitori che non si amano!! Perchè succede a tutti così !! L'amore finisce".
Ebbene, forse succede a tutti così! Ma al mio X giorno di ritardo, senza un compagno giusto e saggio ur 41enne, la mia felicità d'esser in attesa è stata assalita da i ricordi di me bambina, senza un padre, per giunta scorretto e di qui la secca decisione dell'IVG!!
A Lecce ho trovato grande accoglienza, sia da parte del medico "non obiettore" che da parte di tutto il personale ma ci terrei a SOTTOLINEARE una cosa che non ho trovato scritta da nessuna parte: la somministrazione della candeletta vaginale di prostaglandina dopo la RU486 (nel mio caso) è stata lancinante.
Mi sono ricoverata il lunedì mattina per fare gli esami di routine. Poi somministrazione di MIFEGYNE 600mg. Subito dopo aver ingerito le pillole ho firmato per le dimissioni e ho atteso 2 giorni. Mercoledì mattina sono ritornata in reparto e alle 9e 30 mi hanno inserito la prima "candeletta" (un ovulo di prostaglandina CERVIDIL). Il Dottore mi ha spiegato che dovevo restare stesa per mezz'ora ma che poi mi sarei potuta alzare e che al limite, avrei potuto avere degli effetti della PROSTAGLANDINA come VOMITO, DIARREA, DOLORI ADDOMINALI. Però, dopo appena mezz'ora ho avuto un collasso e calo di pressione, tremori e freddo. I dolori erano fortissimi!!! Non mi facevano l'antidolorifico perchè (mi ha spiegato il dottore) si rischiava di bloccare l'effetto della prostaglandina! Dopo forse 2 ore e mezzo di collassi che si susseguivano non avevo ancora espulso nulla. Mi è stata somministrata una seconda candeletta, questa volta con antidolorifico. Finalmente inizio ad avere le prime perdite. Alle 14 finalmente avevo espulso!!! Il medico si è meravigliato della reazione che ho avuto... tra qualche giorno andrò per controllo e domanderò se è capitato solo a me!!! LA MIA OPINIONE E' QST: SE L'ANTIDOLORIFICO MI FOSSE STATO SOMMINISTRATO PRIMA, CREDO CHE IN QUALCHE MODO I MIEI TESSUTI SI SAREBBERO RILASSATI ED AVREBBERO CONSENTITO UNA ESPULSIONE AGEVOLATA!! 
Concludo dicendo una cosa: essere madre è sicuramente il dono più bello, ma l'egoismo di essere madre non deve permetterci di costruire future infelicità!!


Roby
Finalmente un sito che si ricorda che anche interrompere la gravidanza è un diritto di ogni donna cosi come quello di essere mamma. Sono una ragazza di 29 anni, e tra circa una settimana mi sottoporrò alla IVG.
Non ho idea di come mi potrò sentire dopo, posso al momento definire solo quello che provo ora..ed ora..così come quando ho scoperto di essere incinta, sono assolutamente traumatizzata, arrabbiata e infelice per quello che è avvenuto. Se potessi girare una lancetta di un orologio all'indietro lo farei, perchè è stata una notizia scioccante e inaspettata. Non era il momento e non era voluto. Sto insieme al mio ragazzo da 4 anni e ci amiamo ma abbiamo una situazione economica e lavorativa precaria a dir poco entrambi. Se tenessi il bambino/a il contratto indeterminato che dovrei ottenere solo a Dicembre prossimo dopo quasi 2 devastanti anni di cocopro, svanirebbe in un attimo, insieme alla possibilità di chiedere un finanziamento alla banca per poter pensare ad una casa mia e del mio ragazzo.
Lui invece tra circa 6 mesi perderà il lavoro, l'azienda in cui è occupato ( anche lui con un contratto da cartone animato ) è in crisi e stanno facendo dei tagli al personale.
Alle spalle abbiamo entrambi famiglie numerose ma che purtroppo non potrebbero darci alcun sostegno economico.
Mentirei se dicessi di nn sentirmi in colpa per quello che sto per fare anche se solo un po'.....mi sento che lo avrei potuto evitare con molte + energie e mezzi e nn l'ho fatto, ma ditemi...come posso pensare di tirare avanti senza mezzi ne sicurezze e con una altra persona bisognosa di cure? E poi, se anche decidessi di portare avanti la gravidanza accettando così anche di essere mandata a casa a scadenza contratto a progetto, dove troverei un altra occupazione in Italia...chi la assumerebbe mai una donna incinta..con tutti i diritti che essere mamma presuppone...quale datore di lavoro sceglierebbe me a una libera risorsa neolaureata e senza legami affettivi?
Io vorrei solo dire a tutte quelle donne che nn riescono ad avere figli nonostante lo vogliano con tutte le loro forze...che mi dispiace moltissimo..e che mi sento in colpa anche perche penso alle difficoltà di chi queste cose nn le può ottenere se nn con molti sforzi e cure a volte pure senza successo...ma vorrei dire anche che esistono altre realtà..altre persone..che pur volendo un giorno una famiglia e figli...nn potrebbero tirare avanti se decidessero in periodi come il mio, di avere questa responsabilità. Essere genitori non è un gioco... essere genitori non lo si improvvisa...essere madre significa anche avere il sacrosanto dovere di dare al tuo bambino qualsiasi cosa di cui abbia bisogno ..... cosa che io nn posso fare al momento.



Vanessa
Mi sono accorta di essere incinta diciassette giorni or sono, grazie ad un test di gravidanza che mi ha dato un risultato netto ed inequivocabile. Sentivo da qualche giorno strani sintomi... pesantezza gastrica, stanchezza, malumore, ma non avrei mai pensato che queste manifestazioni fossero legate ad una gravidanza (indesideratissima). Ho 35 anni, non ho mai usato contraccettivi ormonali per principio, per scelta (che si bombardino gli uomini con ormoni antispermatogenesi), poichè assolutamente regolare, quanto un orologio svizzero, ho sempre calcolato con precisione i giorni fertili, escludendoli da rapporti completi. Semplicemente, l'ultimo mese ho letteralmente confuso i giorni del mio periodo fertile. Lui mi ama, io no. Non avrei mai voluto un figlio potenzialmente somigliante a lui. Il giorno dopo mi reco dalla ginecologa e con l'impegnativa ed una telefonata ho subito la data del ricovero.. purtroppo mi tocca attendere quindici giorni poichè la dottoressa che esegue le ivg è in ferie. Poco male se non per i sintomi legati alla gestazione, come bruciore di stomaco, pesantezza, gonfiore.
Nel frattempo continuo la mia vita regolarmente. Sono una professionista, continuo a lavorare, continuo a frequentare quotidianamente la piscina (il fitness e l'attività cardiovascolare che ne deriva hanno reso i sintomi assolutamente sopportabili) finchè non arriva l'agognato giorno dell'ivg.
Non ho detto nulla a nessuno, nemmeno a lui. Nemmeno ad un'amica. E' un problema mio e me lo sono risolta io. Entro in ospedale, tranquillissima. Ore sette e sono alla settima settimana. Dopo 3 ore sono in sala operatoria. Ospedale attrezzatissimo. Medici e infermieri sono cordialissimi, gentili, si preoccupano di un mio eventuale stato d'ansia, ma resto tranquilla. Mi addormento serena. Mi risveglio serena ringraziando tutti di cuore di aver risolto il mio problema. L'anestesista mi ha detto che sono una ragazza coraggiosa. Rimango in osservazione qualche ora. Sto bene. Mi rilasciano le dimissioni. Così come sono arrivata, sola, me ne riparto. Quaranta chilometri e sono a casa. Sono serena, è stata la scelta giusta. Non ho versato una lacrima perchè ho sempre saputo che di figli non avrei voluti. Mi sento libera. Torno a casa. La sera ceno in compagnia con qualche amica, si parla e si conversa, e si ride. Come sempre. I moralismi e il vaticano non mi sono mai interessati, e ciò mi ha dato una forza che probabilmente sapevo già di possedere.


Mary
Inizio la mia storia dicendo che ho 19 anni, troppo pochi per diventare mamma, abbastanza da amare già il mio bambino e capire che non posso tenerlo.
Sono incinta da un mese; quando io e il mio ragazzo l'abbiamo saputo, abbiamo provato terrore e gioia, è la cosa più bella che mi sia mai capitata. Lui pensava di essere sterile e figuratevi la gioia immensa!!! un bambino in arrivo... poi, lo scontro con la dura realtà. Non posso offrirgli un futuro felice, non ho una famiglia unita, anzi, mio padre ha lasciato mia madre sola, con tre figli quando avevo 6 anni ci ha rubato i soldi e via... mai più visto!! mia madre è laureata in giurisprudenza ma è precaria! e porta a casa i suoi 1000 euro al mese ogni tanto, i miei nonni mi odiano perchè a loro abbiamo portato solo disgrazie e dolore e soprattutto delusione, loro non me l'hanno mai detto ma io lo so  benissimo. Io non voglio un futuro del genere per mio figlio, non voglio che sia visto come un altra bocca da sfamare, non voglio svegliarmi al mattino e pesare su qlcn, ma la mia vita indipendente e dignitosa... non ho lavoro e studio lingue straniere da un anno e non sono economicamente indipendente, non posso pesare ulteriormente sulla mia famiglia, non se lo merita mia madre di pagare ancora per errori altrui... il mio ragazzo mi appoggia, anche lui ama già il bambino ma non può permetterselo! sono triste.... ecco, triste... perchè non c'è altra parola per descrivere ciò che prova una donna nel scegliere se dare alla luce la sua creatura.. tristezza, oblio dell'anima, dell'essere... abortirò il 30 agosto. E da quel giorno la mia vita cambierà, lo so... ora mi godo gli ultimi istanti con il mio bimbo e spero che  mi possa perdonare... un uomo non capirà mai quanto per una donna sia incredibilmente necessario avere un bambino e amarlo... se non fossi costretta non lo farei... non posso lasciare che mio figlio cresca in un ambiente come il mio, non posso... lo amo troppo, ora è 5mm è incosciente della sua esistenza e non soffrirà, soffrirò io per tutti e due, ...è come quando rinneghi una parte di te, ...NON ESISTE MODO DI STARE BENE, NON ESISTE MODO DI CANCELLARE, è INUTILE AGGRAPPARSI A FRASI FATTE, SONO PRONTA A PRENDERMI LE MIE RESPONSABILITA...


Martina
Sono una ragazza di 19 anni, fidanzata da 3 mesi con un ragazzo fantastico che mi sta aiutando moltissimo... tutto è successo il 25 luglio, rapporto a rischio ma non completo e poi basta, tutti gli altri rapporti con metodi contraccettivi. Il 15 agosto aspetto le mestruazioni, ma niente, il 16 17 18 19 20!!! niente!!!!! panico...terrore...gioia... non so, provavo tante di quelle emozioni che adesso non riesco a descrivere...bisogna passarci per capire davvero. 21 agosto, test, POSITIVO! io e il mio ragazzo ci guardiamo, ci abbracciamo e scoppio in lacrime, cosa faccio?? ho 19 anni, studio, mia madre è precaria divorziata con tre figli a carico e mio padre non si sa dove sia.... il mio ragazzo lavora ma non ha niente da parte e vive con i suoi...siamo giovani, troppo giovani e sicuramente la società ITALIANA non ci aiuta...decido di non tenere il bambino, passo settimane tra consultori, medici simpatici e non, ma che non giudicano mai.
all'inizio ero sicura di non volerlo, non ho le possibilità per dargli un futuro felice e ciò che si merita, ma quando ho visto il ''sacchettino'' in cui si trova......ho capito quanto lo amo già!!! è lungo 8mm, praticamente non c'è, ma invece è li e lo so e lo sento, tutto questo complica solo la mia decisione che porterò a termine...scrivo per dire :
NON GIUDICATE MAI MAI MAI QUALCUNO PER UNA SCELTA FATTA, BISOGNA VIVERE QUESTA ESPERIENZA PER CAPIRLA!!!!!!!! E UOMINI, VOI CHE PARLATE, GIUDICATE, LANCIATE SENTENZE A DONNE CHE COME ME DECIDONO DI FARE L IVG, AVETE PURE IL DIRITTO DI PAROLA PER CARITÀ, MA NON IL DIRITTO DI DECIDERE!!!!!!!!! PERCHÈ NON SIETE VOI A PORTARLO IN GREMBO, SOPRATTUTTO UOMINI DI CHIESA CHE NEANCHE SANNO COSA SIA UNA FAMIGLIA DA MANTENERE O UN BAMBINO DA PORTARE IN GREMBO, TACETE....È LA COSA MIGLIORE CHE POTETE FARE. LA MATERNITÀ NON È UN DOVERE.


Emma
La mia esperienza risale a ieri (07/04/2011) e dal punto di vista tecnico non è stato traumatico se non fosse stato per l'attesa dalle 7.30 (analisi, elettrocardiogramma e accettazione) alle 15.30 per la preparazione e l'intervento e l'uscita ore 18.00. Attesa estenuante a causa del luogo (semplice stanza di attesa - osp. Casilino Roma in compagnia di centinaia di persone, molte con il pancione e/o bambini al seguito) e del digiuno forzato (solo un bicchiere di te zuccherato dopo le analisi). Noi 6 piccole donne in attesa di Ivg! Alcune accompagnate, altre come me (ma per mia scelta) da sola. Solo il mio ragazzo sapeva e anche se a distanza è sempre stato presente in tutte le "incombenze" e alla fine è stato lui ad accompagnarmi in ospedale e poi è venuto a riprendermi. E' sempre stato dolce e comprensivo.
La mia scelta, forse risalente a prima anche del ritardo (una donna sà ....), è rapida è sicura: pochi soldi, storia sentimentale precaria, assenza totale di istinto materno e tanto altro. Non ho trovato un motivo per non farlo. Non mi sono pentita anzi mi sento sollevata. Non ho mai pianto ne prima ne dopo se non quando mi sono stesa sul lettino e sono iniziate le operazioni di anestesia. Ricordo di aver pianto singhiozzando, poi mi sono addormentata. Ciò dovuto alla tensione! Non sono insensibile, io adoro i bambini, ma se un giorno deciderò di averne dovrò avere soldi, tempo e un uomo che mi ama.


Tina
Ho fatto l'IVG una settimana fa. Sono rimasta incinta un poco da sprovveduta. Io e mio marito abbiamo usato solo metodi contraccettivi naturali poichè io stavo ancora allattando il nostro secondo figlio. Siamo una coppia abbastanza giovane, con due splendidi bambini ma con una situazione economica instabile legata ai nostri lavori precari. Abbiamo genitori alle spalle che ci hanno aiutato molto ma con molti sacrifici. Portare a termine la gravidanza non avrebbe coinvolto solo noi ma avrebbe significato caricare di ulteriore responsabilità chi ha già fatto molto ed ha anche altri figli di cui occuparsi. Rinunciare ad un figlio per l'incapacità di mantenerlo penso sia una delle cose più atroci che un genitore possa provare. Ciò avrebbe dovuto comportare anche un cambio casa per avere spazio a sufficenza per tutti. Inoltre per me sarebbe stata la terza gravidanza nel giro di quattro anni e non avrei trovato le energie per arrivare fino in fondo. Avrei rischiato di alienare me stessa.
La mia decisione è stata immediata, anche se provavo molta paura e molta vergogna al pensiero di affrontare assistenti sociali e medici. Le persone che ho incontrato sono state invece splendide. La delicatezza con cui sono stata trattata, la gentilezza durante l'iter preparatorio, la professionalità con cui sono stata operata hanno stemperato il profondo imbarazzo che mi attanagliava e hanno mitigato la solitudine mia e di mio marito. E' una decisione che abbiamo preso io e lui da soli, e che condivideremo per tutta la nostra vita.
Prima dell'aborto sono stata malissimo, in particolare fisicamente ho sofferto moltissimo di nausea e vomito e ciò ha portato con sè un dolore all'anima, in quanto mi sembrava una sofferenza vuota che non avrebbe portato a nulla.
Il futuro è sempre un'incognita e non so dire se questa decisione, per me oggi giusta, avrà qualche ripercussione un domani...mi auguro solo che una donna, una coppia, una famiglia che si trovi ad affrontare una scelta del genere possa non sentirsi mai abbandonata..


Bibiana
ho 30 anni e sono incinta di 10 settimane...tra qualche gg ho la prenotazione per l'ivg...sono in ansia, ho paura, mi sento sola. Sto insieme ad un ragazzo da 9 mesi e lui non è d'accordo con la mia decisione e oggi che tutto diventa più reale, si è reso conto che non potrà mai accettarla e ha deciso di finire qui la nostra storia... e come dargli torto!...solo che sto male, mi manca e avrei voluto il suo aiuto, la sua comprensione, il suo amore...
io mi sono laureata qualche mese fa e ancora non ho trovato alcun tipo di lavoro, so che non è facile, che ci saranno dei sacrifici da affrontare, che dovrò andarmene al nord, e vivere con qualche euro e farmi aiutare dai miei. Non me la sento di sacrificare tutti i miei sogni, i miei sacrifici e tutti gli anni di studio...non ora e non in questo modo...dovendo dipendere dai miei per i soldi, per una casa...avere un figlio ora significherebbe rimandare o rinunciare al lavoro...perchè certo per un anno non posso fare nulla e poi con un figlio piccolo e tutte le spese annesse, di nido, baby sitter come potrei andarmene via e vivere con uno stage o un lavoro a tempo determinato?
Lui ha da poco iniziato un lavoro, ha grosse spese, sta investendo molto e soprattutto lo sta facendo qui, un piccolo paese del sud Italia, e per me qui non ci sono disponibilità...e forse non le voglio!...ho sempre pensato che sarei stata coraggiosa in una situazione del genere, che l'amore avrebbe vinto su tutte le paure...ma da quando l'ho saputo non sono riuscita a non pensare a tutti i problemi...al dispiacere e alla delusione che avrei dato ai miei che avevano tanto investito per il mio futuro, al fatto che da sola non sarei stata in grado di gestire la situazione...penso che un figlio debba essere sentito, desiderato...avere la sensazione di potercela fare, che tutto è possibile se si vuole...ma io non me la sento!....ho paura delle complicanze dell'ig, dell'anestesia, delle conseguenze che potrei avere, di perdere lui per sempre, di non poter più reggere il suo sguardo...so che faccio discorsi egoisti, che sto pensando solo a me, che forse a volte la vita ci mette di fronte a delle scelte e imprevisti che non avevi calcolato, che affrontarli comporta fatica, coraggio e aiuto...ma davvero non ce la faccio e non me la sento!...non so cosa sarà di me dopo il 15...ho paura e non so con chi parlarne.


Ramona
Ho deciso da poche ore di interrompere una gravidanza. Non mi sento in colpa, per un motivo molto semplice: a differenza di quello della mia prima bambina che adesso ha 3 anni, io questo embrione non l'ho amato da subito. NO. Ho capito di essere incinta pochi giorni dopo il concepimento, avvenuto in modo più che casuale, non pianificato, quasi inspiegabile. Ma non ho sentito quell'amore, quel senso di abnegazione, dedizione, sacrificio, che ho provato per la mia prima gravidanza. Mio marito non vuole altri figli, io pensavo di volerne, ma mi sono resa conto, adesso, oggi, che il mio desiderio di maternità era più culturale che reale. Ho pensato anche, per qualche ora di tenerlo e affrontare tutto da sola, ma non me la sento. Non me la sento perché la mia vita non sarebbe più la mia. Perché mi sentirei inchiodata da quest'altra maternità, sentimento che non ho mai, mai, mai provato quando aspettavo mia figlia.
Probabilmente se il rifiuto di mio marito non fosse stato così netto avrei fatto un'altra scelta, ma, realisticamente sono convinta che non sarebbe giusto mettere al mondo un figlio non desiderato dal padre e desiderato a metà dalla madre. Non so se questa decisione avrà conseguenze negative sulla mia coppia, ma, comunque vada, io ho la certezza che mia figlia sarà amata e voluta, sempre, da entrambi. E questa per me è la cosa più importante di tutte. Amare e desiderare davvero i figli che hai. Non so come sarà abortire, ma sento che è la scelta giusta.


Rosy
Sono una mamma di due bellissime bimbe. Sono rimasta incinta per una disattenzione. Nessuno di noi 2 avrebbe voluto far nascere un altro bambino. Ora sono settimane che ci interroghiamo quale sia la scelta giusta da fare. Io dopo lunghi giorni di riflessione ho preso la decisione sofferta di interrompere questa gravidanza. Il motivo? credo che ogni bambino abbia il sacro santo diritto di essere in primis VOLUTO e poi amato. Sono 2 concetti per me legati da un filo sottile di condivisione espressiva quasi inscindibile. Ma come molte altre mamme credo che la scelta di essere mamma sia legata a un fattore volitivo e debba essere rispettato. Credo che non si possa condannare una persona se per ovvie ragioni non se la senta di riaffrontare questa esperienza.
A metà gennaio andrò incontro al destino che ho scelto. é difficile rispettare le emozioni di una donna che esprime le sue frustrazioni, piuttosto è molto più semplice condurre il gioco sotto il profilo etico e religioso... legati da vincoli concettuali tradizionali. Comunque ripeto che ogni bambino abbia il diritto di venire alla luce se accettato dalla propria mamma!


Mariangela
a giugno 2004 rimasi incinta perchè con il mio ragazzo al momento non praticavamo alcuna forma di contraccezione, a parte, se si può definirla tale, il coito interrotto.
il mio ragazzo ed io stavamo assieme da circa 7 anni. io ero rimasta orfana di madre qualche anno prima, vivevo con i miei nonni e mia sorella. mio padre si stava facendo un'altra famiglia in un'altra città. con il mio ragazzo era una guerra continua, tra scenate e pianti ci lasciavamo e ritornavamo assieme in media due volte a settimana. lui aveva problemi di cocaina, era disoccupato da anni e mi disse che non poteva promettermi alcun cambiamento. io non potevo legare tutta la mia vita e quella del mio bambino a quella persona. non potevo continuare a soffrire, avevo accudito mia mamma, malata di una rara e terribile malattia degenerativa per sei anni. non potevo continuare a soffrire.
non volevo abortire!!!
lui, il potenziale padre di mio figlio e compagno della mia vita, coerente con la parola non data, fece tardi anche all'appuntamento al consultorio. lì mi visitarono. mi fecero un'ecografia transvaginale. io tenevo le mani sugli occhi, mentre piangevo. non volli guardare. dissi che volevo abortire e mi indicarono un ospedale e mi dissero il nome del ginecologo abortista. lo conoscevo. non ricordo se ci mettemmo in contatto. sì, forse era la pratica. un'assistente sociale sgarbata ed insensibile mi fece firmare un modulo con delle domande di routine. alla fine della seduta io le dissi piangendo che ero in crisi, che stavo male, che avevo bisogno di aiuto. e lei mi rispose con sufficienza, mentre apriva la porta per uscire, no, non era sufficienza, era estremo disprezzo: "Non abortisca"! io le risposi che non potevo assicurare niente a questo bambino. non ero succube del mio ragazzo, facevo la mia vita, ma spesso mi picchiava e mi offendeva e mi rubava i soldi. tutto questo non glielo dissi. non mi chiese niente. non mi propose nessuna alternativa.
sono contenta che non l'abbia fatto!
forse c'era il medico a questo colloquio. il fatto è che ho cercato di rimuovere questo incubo per tutti questi anni. non ne ho mai parlato e i ricordi stanno sopraggiungendo sfocati man mano che scrivo. sì, c'era nella prima parte del colloquio. io ero imbarazzata perchè è un amico di famiglia. lui era serio, molto più del solito, ma cercò di sdrammatizzare. fatta la sua parte, uscì e mi lasciò con quella donna. il resto già l'ho raccontato.
poi c'è stata un'attesa di quasi due settimane. sono troppe!
durante questi giorni avevo delle nausee fortissime, non controllavo il vomito. la spossatezza era terribile. i genitori del mio ragazzo andarono via proprio in quei giorni ed io mi trasferii a casa sua. potevo stare sul divano e soffrire il mio dolore. furono due settimana da incubo. non trattenevo alcun alimento, fumavo tantissimo. e piangevo. qualche volta lo pregavo di darmi una speranza. altre volte ero ferma nella mia convinzione.
finalmente il giorno dell'intervento. era in anestesia totale. mi misero nella stanza con altre tre ragazze. io ero la più grande. una era straniera. ci diedero qualcosa da mettere tra le gambe. eravamo intimorite ed imbarazzate, ma la vergogna era il sentimento più forte. sembrava di respirarla. nessuna chiese all'altra il suo nome. non ricordo nemmeno una faccia. la prima fu chiamata ed andò via. tornò dopo un tempo che non saprei precisare. tornò piangendo disperata. una signora scocciata e sprezzante, credo un'infermiera, lasciandola lì disse qualcosa tipo: "Prima fanno queste cose e poi piangono". a quel punto la vergogna lasciò un po' di posto alla paura. io mi alzai dal mio letto per cercare di consolarla. non avevo mai visto nessuno piangere in quel modo. tornò la seconda. stavolta un'infermiera diversa l'accompagnava e vedendomi accanto a lei mi invitò gentilmente ad andare nel letto, dicendomi che non dovevo preoccuparmi: era l'effetto dell'anestesia.
poi fu il mio turno. entrai in questa stanza. mi svegliai con il più forte dolore che avessi mai sentito. era ovviamente amplificato dall'anestesia. piangevo come non ho mai pianto in vita mia. mi sentivo che niente avrebbe potuto consolare il mio dolore. non era tanto il dolore fisico: era la disperazione più nera. gridavo il nome del mio medico. lo chiamavo piangendo. poi mi ricordai che era solo l'effetto dell'anestesia. così mi avevano detto. così cercai di darmi un contegno. poi mi dimisero. dopo un leggero mal di pancia durante la giornata. sanguinamenti per un paio di settimane. era andato tutto "bene".
già ho parlato dei miei pensieri prima. adesso dopo. in un paio di giorni mi liberai per sempre del mio ragazzo. il senso di colpa era terribile e lo accusavo di avermi fatto fare questa cosa orribile e dolorosissima. a volte, nei mesi successivi, avevo come un senso di vuoto nel ventre. l'angoscia era terribile. poi una mia amica, l'unica con la quale avevo parlato, mi fece parlare con altre due amiche in comune, che già lo avevano fatto. ci confrontammo. piangemmo assieme, ricordammo, cercammo di non ricordare. ci ubriacammo e piangemmo ed andammo al mare e ridemmo. e pian piano sembrava che stessi superando, ma ogni volta che vedevo una donna col pancione io volevo accoltellare quel pancione.
questo non lo confessai mai a nessuno.
non mi sono mai pentita.
ho sofferto come un animale il senso di colpa e la rabbia nei confronti di me stessa, perchè mi ero ficcata in una situazione così. perchè mi ero messa in condizione di provare un ennesimo dolore, non bastavano quelli che la vita mi aveva riservato, perchè ero stata una stupida e superficiale.
non ne parlo mai con nessuno, non ne ho mai parlato con nessuno in questi termini.
credo che il 70% del mio enorme dolore sia stato dovuto al fatto che non ho avuto nessun tipo di assistenza psicologica prima, durante o dopo quell'evento.
mi sono decisa a condividere queste cose perchè adesso sto da 5 anni con un angelo. ci siamo conosciuti esattamente un anno dopo quella terribile estate. aspettiamo un bambino e qualche settimana fa andammo a fare le analisi nello stesso laboratorio nel quale mi recai quella volta per le analisi per l'aborto. camminavamo abbracciati per strada ed eravamo al settimo cielo. non lo abbiamo progettato questo figlio, non stiamo in una situazione economica favorevole, non abbiamo alcuna famiglia alle spalle, ma ci amiamo e ci vogliamo bene e qualunque cosa accada, questo bambino da noi sarà amato e voluto bene. mentre camminavamo così abbracciati e ci godevamo la nostra felicità mi è venuto in mente quando nel 2004 sono uscita dallo stesso laboratorio:
è stata la scelta giusta!


Luana
Come prima cosa vorrei ringraziare per quello che state facendo.
Il 16/02/10 sono partita per raggiungere la clinica in Austria, a parte il viaggio un pò lungo il resto è stato molto veloce, ho telefonato il giorno prima (parlo un pò il tedesco) per prendere appuntamento. Alle ore 18,00 ero alla clinica. Il dottore è stato molto cordiale, la clinica sembrava un pò semplice ma solo nell'apparenza, in realtà era totalmente attrezzata anche con macchina ecografica (cosa che noi in Italia non abbiamo neanche in consultorio).
Il dottore che si sforzava di parlare l'italiano mi ha controllata e siccome con l'ecografia non si vedeva niente mi ha fatto il test dell'urina. Accertatosi che ero effettivamente incinta mi ha dato le tre pastiglie, una d'assumere la mattina del giorno dopo, le altre due dopo 48 ore, in più mi ha dato altre 2 di emergenza e una pastiglia per il dolore. Mi ha detto che se ci fossero stati problemi di chiamare (il che era un pò improbabile visto la lontananza) e se non fosse funzionata mi faceva il raschiamento. Costo totale Euro 490,00. Quindi siamo tornati a casa (io e mio marito) ho assunto le pastiglie senza alcuna assistenza, solo con un foglio di istruzioni scritto in tedesco. Per fortuna è andata tutto bene, la prima pastiglia praticamente non ha fatto nessun effetto apparente, qualche piccole perdite; prese le altre due continuava a non succedere niente, solo dopo 24 ore ho sentito un pò di dolori simili a quelli mestruali (io durante il ciclo non ho mai avuto dolori forti) e da quel momento, che è durato 2 giorni ho avuto perdite consistenti. Adesso sto bene sarebbe previsto anche un controllo che probabilmente farò qua in Italia.
Sono rimasta incinta per errore, io non prendo la pillola perchè ne ho provate diverse e con tutte ho avuto dei disturbi, ho provato l'anello ed è stato anche peggio. Io ho 43 anni, ho 2 figli, uno di 13 e l'altro di 12 anni, sia io che mio marito lavoriamo e fortunatamente non abbiamo problemi economici. Un terzo figlio semplicemente non era previsto, sconvolgeva il nostro equilibrio. Posso capire che questo modo di pensare disgusti qualcuno, ma per me non è stato affatto penoso, certo di questa cosa non me ne vanto anzi forse un pò me nè vergogno. Un sentimento comunque l'ho avuto: un sentimento di rabbia contro un paese, l'Italia, bigotto e arretrato.


Marcella
Ho fatto l'IVG il 20/02/2010. Se sono riuscita ad affrontare questa triste esperienza è anche grazie alle testimonianze che ho trovato su questo sito, dopo una serie di ricerche che mi riportavano sempre a siti nei quali condannano le donne che devono eseguire questo tipo di intervento, con citazioni esasperate e foto da censura, che molte volte sono solo il frutto di false informazioni di cui come ben sappiamo il web è pieno. Per questo ho deciso di scrivere la mia testimonianza, perché spero di potere dare anche io la forza morale a chi si potrebbe trovare nella mia stessa situazione. Oggi sono fidanzata da 8 mesi, ho 24 anni ed è la mia prima storia d'amore, quella che speri non finisca mai, quella in cui punti tutto. Probabilmente la mia inesperienza mi ha portato a fidarmi del mio fidanzato che mi ha sempre ripetuto che sarebbe "stato attento". Beh, adesso so a malincuore che non si può "stare attenti", c'è bisogno di un vero metodo di contraccezione se non si desidera una gravidanza. Io sbagliando ho sempre rinviato l'inizio della pillola anticoncezionale, perché mi sentivo tranquilla e non pensavo che potesse mai succedere a me, perché noi ci "stavamo attenti". Finché sono arrivati quei giorni.
Io ed il mio fidanzato litigavamo in quei giorni, io avevo un ritardo, ma non mi sembrava il momento di parlarne a lui, discutevamo, forse era in discussione il proseguimento di questa stupenda storia d'amore, per banali motivi di incomprensione, e questo era più importante di qualsiasi ritardo. Ma dentro stavo male, è come se sentissi qualcosa. Quindi una sera glielo dissi, ma lo tranquillizzai subito, dicendo che probabilmente era colpa del clima nervoso in cui ci trovavamo in quei giorni. Mi volevo convincere e volevo convincerlo che era solo un semplice ritardo.
Ma la notte ci pensavo, io lo sentivo. E' sabato mattina, mi sveglio presto, il mio ragazzo è rimasto a dormire con me a casa dei miei e stava ancora dormendo. Io vado in bagno, prelevo il campione di urine mattutine, leggo e rileggo le istruzioni del test comprato il giorno prima in farmacia e proseguo con la massima precisione. Poi torno in camera, lo sveglio, guardiamo insieme il risultato. Positivo. La prima reazione è stato un pianto. Ma non ero meravigliata. Io già lo sapevo, lo senti dentro. Non so come, ma lo senti dentro. La nostra bellissima storia d'amore, che allora durava da soli 5 mesi, io e lui quante volte avevamo scherzato sui nomi dei nostri figli. Ma adesso no, non era il momento. Siamo ancora immaturi per un passo del genere. Noi ai nostri figli vogliamo donargli tutto il possibile, l'amore di una famiglia vera e unita. E come fare, visto che il mio fidanzato non lavorava, ed ognuno vive ancora in casa con i propri genitori. Come facevamo? Quindi è per questo. Nessuno ci ha costretto. Lo sapevamo entrambi che non era il nostro momento. Forse posso sembrare superficiale con queste parole, ma io non mi ritengo tale. Sicuramente siamo ancora irresponsabili per ciò. Quello è certo. E allora come mettere al mondo una creatura con un ragazzo che conosci da solo 5 mesi. Si, io voglio che sia lui l'uomo della mia vita, ma dopo solo 5 mesi di fidanzamento, non ce la sentivamo. Sia io che lui eravamo sicuri sul da farsi, dobbiamo ancora conoscerci a fondo, non si può far nascere un figlio se non è cosa gradita e cosa giusta. Delle volte ci ritornavamo su, per vedere se eravamo davvero convinti, si.... una forte tristezza in noi, in entrambi un forte dolore e senso di irresponsabilità, ma alla fine di ogni pensiero era sempre la stessa la nostra unica alternativa.
Ci siamo recati al consultorio giovanile dopo aver effettuato il test. Io volevo abortire, a malincuore (a malincuore non perché non ne ero convinta, ma perché è una triste decisione per una donna) e comunque non avevo idea di cosa significava. La ginecologa e l'assistente furono molto carine con me, avevo bisogno della loro tenerezza perché avevo il timore che ci avrebbero trattato male. Invece no, certo la "paternale" ovviamente, ce la siamo presa ed anche volentieri. Stavamo zitti. Avevano ragione su tutto, sulla contraccezione, sul grave errore che avevamo commesso. Non si può fare affidamento al coito interrotto, assolutamente no. Però non ci trattarono male. Dopo una settimana circa il rituale colloquio con la psicologa ed un'altra ginecologa. Anche loro molto teneri con noi. Chiedevano se era quello ciò che volevamo, chiedevano se non avessimo pensato alle gioie che può portare un figlio, certo che ci avevamo pensato. Ma adesso non ce la sentivamo. Provarono a farci cambiare idea, anzi è meglio dire che si volevano solo accertare della nostra convinzione, come è giusto che facessero.
Dopo ancora un paio di settimane l'ecografia, 6 settimane e sei giorni. Una ecografia ai miei occhi poco capibile e quegli 8mm e mezzo di embrione. Una forte emozione, vedevo questa macchia, non la capivo, non sapevo da che parte guardarla, ma sapevo che quello era il frutto del nostro amore.
Ci spiegarono così in cosa consiste l'operazione, prima viene fatta l'anestesia, l'operazione dura poco, io dopo una mezz'oretta ero già tornata dalla sala operatoria alla camera dell'ospedale. Quel giorno ero terrorizzata, il mio fidanzato mi è sempre stato vicino, sempre, in tutto il percorso, nonostante i miei sbalzi d'umore e le altre normali paranoie.
Imiei genitori invece ho deciso di tenerli allo scuro di tutto ciò, cosa che mi ha fatto molto male, tante bugie per andare a fare le visite, soffrire in silenzio, senza renderli partecipi, loro, la mia famiglia, mi ha fatto davvero male, ma pensavo che sarebbero stati male per me, chissà se avrebbero appoggiato la mia decisione, sicuramente se mi avessero appoggiato sarebbe stato solo per amore, ma non sarebbero stati d'accordo. Poi avevo paura di farli preoccupare troppo per la mia salute, quindi ho deciso di non dire nulla a loro. L'ho fatto per loro, per il loro bene. Ma non mi piace affatto di avergli tenuto nascosto una cosa così grande.
Nei giorni prima dell'intervento ovviamente avevo cercato su internet informazioni e avevo trovato di tutto e di più. È per questo che sono arrivata terrorizzata all'intervento. Mi tremavano le gambe, tantissimo, e le braccia... tremavo tutta. Ricordo le parole: adesso ti facciamo l'anestesia, chiudi gli occhi se no ti gira la testa e fai dei bei respironi. Un respiro, due respiri, e poi mi sono risvegliata in camera. Non ho visto niente, né gli strumenti che hanno usato, né sentito il rumore di tali strumenti, né altro. Al mio risveglio avevo dei dolori all'addome, niente di atroce, della stessa intensità dei dolori mestruali. Nessuna complicazione, niente di niente. Il ricovero in day hospital, sono uscita dalla sala operatoria alle 12e30 e sono uscita dall'ospedale alle 17e30, il tempo di tenerti sotto controllo. All'uscita è sconsigliato guidare, perché si è deboli. La notte si sta un pò male, per questi dolori, ma sono del tutto sopportabili. Le perdite di sangue anche della stessa capacità di un ciclo mestruale.
Non è stato di certo una liberazione, sono ancora dispiaciuta per quello che ho fatto, in quanto donna, ma non me ne pento e penso che sia stata la scelta più giusta. L'unica scelta. I danni morali dipendono da persona a persona. Si, sei triste, stai male, ma se sei convinta della tua scelta non può essere un peso, e quindi anche il morale in poco tempo tornerà come prima. Mi è capitato di vedere bambini dopo l'operazione, ma non sono scoppiata in crisi paranoiche. Ho passato l'aspirapolvere in casa, e non mi è venuto alla mente alcun rumore già sentito in sala operatoria. Non ho visto l'embrione. Niente di tutto ciò, niente di ciò che si legge su alcuni siti. Insomma è sicuro che molte delle cose che si leggono nel web sono false. Bisogna solo cercare di stare tranquilla, parlarne con un'amica, col proprio ragazzo se si ha, e con i genitori se è possibile, tutto ciò rende l'attesa e l'intervento più sereno.
Un giorno avrò dei figli, saranno bellissimi ed io ed il mio fidanzato gli doneremo tutto ciò di cui ha bisogno, tanto amore, dormirà nel lettone in mezzo a noi, ci farà ridere, piangere, un giorno. Adesso era troppo presto.


Lorenza
Ho 35 anni, sposata, con una bambina di 3 anni che adoro. Nell'ultimo anno il mio matrimonio è entrato in crisi. Fin qui niente di nuovo, se non fosse che, dietro pressanti insistenze di un ragazzo che conoscevo da tempo che, sarebbe stupido negarlo, mi lusingavano molto ho
ceduto e ho fatto una ca...ta che non avrei mai immaginato sarebbe tornata indietro come un boomerang! Avevamo utilizzato il preservativo, ma da metà rapporto in poi e questo mi è costato davvero caro. Quando ho scoperto di essere incinta (venerdì 09/10/09), credevo che il cuore
mi sarebbe scoppiato tanto mi batteva forte. Panico. E subito dopo la consapevolezza che avevo un'unica strada da percorrere e da sola .Già, anche se fossi stata sicura al 100% che fosse di mio marito, non so cosa avrei fatto, perchè nn me la sento proprio di averne altri, sono troppo impegnata nel lavoro e nel resto e comunque non ne vorrei più.
Così arrivo in ufficio, mi collego ad internet e comincio a cercare finchè trovo una clinica a Locarno. Prendo appuntamento e dopo una settimana (ho chiamato lunedì 12/10 e sono andata il 20/10, ero di 5 settimane + 6 giorni) mi sono recata da loro. Partenza alle 4.30 di mattina e una tirata di oltre 200 km. Il personale si mostra da subito gentile e rispettoso, anche se l'imbarazzo in questi casi è normale. Mi fanno un'ecografia, si vede un puntino di 1 m circa, loro nn mi dicono nulla per delicatezza, ma io voglio sapere cosa si vede, così girano il monitor ed eccolo là. Dopo aver fatto un colloquio con lo psicologo, prendo la pillola RU486 il 20/10, non sento niente fisicamente. Torno a casa e continuo la mia vita di sempre, anche lo sport, ma comincio a sentirmi male psicologicamente il giorno dopo. L'angoscia prende il sopravvento su di me e nn riesco a gestire i pensieri che si accavallano nella mia testa. Il senso di colpa mi stà opprimendo e faccio fatica a respirare. Una giornata interminabile, che rimarrà nei miei ricordi per sempre.
Il giorno dopo torno a Locarno. Stavolta mi viene somministrata una prostaglandina per l'espulsione del materiale abortivo, così è spiegato nei fogli illustrativi e devo trattenermi presso l'ospedale per 3 ore circa. Alle 8.15 di mattina prendo la pillola e dopo poco comincia la mestruazione o emorragia. I dolorini sono veramente leggeri e sopportabilissimi, ma se posso dare un consiglio, ho avuto l'accortezza di aiutare il mio intestino a svuotarsi prima di partire, ho fatto un microclisma di glicerina, perchè ricordavo che durante il parto i dolori erano meno intensi e l'espulsione è avvenuta velocemente dopo avermi praticato i microclismi.
Dopo 2 ore vado in bagno e in fondo al wc vedo quello che non avrei mai voluto, ma che ormai era inevitabile: l'embrione, un fagiolino di 1 cm circa. Ho pianto nn so quanto da sola in quel piccolo bagno angusto. Il giorno dopo, ovvero oggi, mi sento uno schifo e so che devo rimettere in fila i pensieri e ridare un senso alla mia vita che nn sarà + la stessa dopo quest'esperienza.
Va detto, tuttavia, che ogni donna (secondo me) deve essere libera di scegliere per il proprio corpo (a prescindere dalla mia esperienza, che mi rendo conto sia condannabile più delle altre) e questa tecnica mi è sembrata davvero molto "dolce", anche se probabilmente ognuna reagisce in modo diverso, e per questo mi sento fortunata, anche perchè ho guidato ancora per oltre 200 km dopo.
Ora tornerò la prossima settimana per il controllo. Spero si concluda il tutto e toccherà a me sola portare questo macigno con me per il resto della mia vita.


Claudia
Ho quasi 40 anni, ma proprio non me li sento... leggendo queste testimonianza mi sono sentita leggera e ringrazio tutte le donne che come me vogliono dare voce e raccontare questa esperienza senza vergogna e con libertà! La mia non è un'esperienza di aborto deciso e pianificato, è una storia diversa che cerco di riassumere brevemente. Sono sposata felicemente da 12 anni e nel 2006 abbiamo avuto la prima gravidanza, ma alla nona settimana il nostro bambino era morto... questo in gergo si chiama aborto ritenuto e con una "semplice" raschiatura hanno sistemato il mio utero. Dopo 36 ore ero di nuovo al pronto soccorso ginecologico dell'ospedale di Vicenza (dove abito) con forti dolori. Dopo 6 ore di attesa (ricoverata in reparto) si sono decisi a farmi una visita (la febbre saliva - me la sentivo - e lamentavo dolore alla gamba dx) e trovando la cervice chiusa hanno deciso di allestire in venti minuti la sala operatoria e rifare il raschiamento. Naturalmente può capitare...
Nel 2008 eccoci di nuovo, e anche se non attraversavamo un buon periodo economico, eravamo felici ugualmente!!! Arriviamo alla 17a settimana e... si rompe il sacco ed esce il liquido amniotico. Era estate, quindi bevevo molto e andavo molto spesso in bagno, non me ne sono accorta. Mi sentivo un pò strana, quindi decido di fare un giro dal mio ginecologo che mi visita e con eco constata la situazione tremenda: il mio baby era ridotto ad una pallina e non si poteva muovere, rannicchiato col femore in bocca senza nessuna possibilità di continuare la vita... vita negata. E questo lo URLO con tutto il mio fiato agli anti abortisti!!!! Quello che abbiamo dovuto passare per abortire io e mio marito è stato tremendo!!!! Ma come vi permettete di GIUDICARE... Il mio sconcerto nel toccare con mano la situazione che esiste in Italia. Praticamente anche in quella situazione tutto (o quasi) il personale era "a favore della vita" pertanto ci hanno fornito il materiale ma mi sono dovuta arrangiare in tutto. Dopo 15 ore di travaglio nonostante dicono di avermi praticato la morfina, ero stremata con contrazioni di 45 secondi, 15 secondi riuscivo a dormire e poi via ancora, questo per quattro ore... Mio marito mi aiutava, non eravamo in sala parto ma in una cameretta da soli. Poi alle 4.15 le contrazioni sono cambiate e finalmente è uscito lui. Sono passate le infermiere, mi hanno portato in sala parto dove è stato tagliato il cordone ombelicale e poi hanno effettuato una raschiatura, bene questa volta. Per informazione questa pratica nn è stata effettuata presso l'ospedale di Vicenza, dove non è praticata in quanto avevo passato il limite consentito dalla legge. [In tale caso è legale l'aborto al di là di 90 giorni anche in Italia. AMR]. Mi sono rivolta a una struttura in provincia. Era il 17 luglio 2008. Ci sembrava minimo vedere il nostro bambino, almeno per rendergli omaggio e quando l'abbiamo visto abbiamo pensato che il nome che avevamo pensato per lui gli si addiceva: Alessio. Dopo qualche giorno, per puro caso, il vento ha mosso le pagine del nostro calendario e abbiamo scoperto che il 17 luglio è S. Alessio. Strana la vita, vero?
Alla fine di questa esperienza, mi sento di poter affermare che gli obiettori che lavorano in ospedale non dovrebbero giudicare; siamo esseri liberi e ci dobbiamo prendere le responsabilità per le nostre scelte. Chi sceglie quel lavoro deve prendere il bello e il brutto come fanno tutti. Mi piacerebbe che anche nel mio paese venisse proposta una legge come quella che la Sig.ra Bibiana Aìdo sta portando avanti in Spagna, e se qualcuno avesse voglia di indicarmi il percorso per iniziare questo cammino, ringrazio anticipatamente. claudia(at)ogi2.it


Dina
Subito dopo le feste natalizie ho scoperto di essere incinta e sono rimasta veramente scioccata! Io ho già due bambini uno di tre anni e l'altro di appena un anno che mi assorbe completamente a livello psicologico perchè è molto agitato e la notte non dorme mai. Immaginate come posso aver appreso la notizia di una nuova gravidanza!! Appena effettuato il test a casa mi sono subito sentita dentro una specie di rifiuto che fino ad oggi non mi era mai capitato. A quel punto ho parlato chiaramente con mio marito spiegandogli che non mi sentivo psicologicamente pronta per affrontare una nuova gravidanza e lui ha perfettamente capito la situazione dicendomi che la decisione era solo ed esclusivamente mia e che quello che decidevo lui l'avrebbe accettato. A quel punto mi sono decisa per un'IVG farmacologica in Svizzera. Ho chiamato tempestivamente l'ospedale regionale di Locarno i quali molto gentilmente mi hanno dato appuntamento per il giorno dopo.
Il giorno successivo sono lì, dopo un breve colloquio per capire le mie reali intenzioni mi hanno accompagnato dal medico che mi ha fatto un'ecografia per capire di quante settimane ero e se poteva sempre agire per via farmacologica.
Fatto questo e rientrando nelle sette settimane di gravidanza mi fa assumere davanti a lui le tre pasticche di mifegyne RU486 e mi rimanda a casa dicendomi di presentarmi due giorni dopo per l'assunzione di altre due pillole.
Il giorno dopo l'assunzione del mifegyne ho avuto subito perdite e l'espulsione della placenta. Il giorno che mi sono presentata all'ospedale mi hanno dato ugualmente le due pillole per assicurarsi dell'avvenuta espulsione e mi hanno trattenuta per circa quattro ore con infermiere carine e gentili che si assicuravano sempre del mio stato di salute. In quelle quattro ore non ho avuto niente ne crampi ne mal di pancia forte e quindi mi hanno dimesso prendendomi appuntamento dopo dieci giorni per un'altra ecografia per verificare l'avvenuta IVG.
Ora a quasi un mese dall'IVG sto bene con me stessa non ho avuto ripensamenti e ringrazio i medici e gli infermieri dell'ospedale regionale la Carità di Locarno per il trattamento personale ricevuto.


Penelope
Avevo 22 anni.. vivevo sola e l'università da finire... con lui un bel rapporto... ma l'ho lasciato... 2 mesi dopo scopro di essere incinta. E da li a un paio di settimane abortisco. Come avrei mai potuto dargli una vita dignitosa ? da sola ? senza alcuno accanto. E quanto piansi...piansi allo sfinimento in quell'appartamento da studenti.. dove nessuno sa che esisti in una bruttissima giornata di ottobre. Mi sentivo sollevata ma triste..
Dopo circa 9 anni ero una professionista, un bel lavoro.. economicamente agiata e sposata ad un uomo che amavo tantissimo, finche un giorno scopro quello che non avrei mai dovuto scoprire di lui.. e da li un incubo... le botte le minacce .. non avrei mai dovuto parlare, avrei dovuto solo accettare... me ne vado di casa .. stanca di essere percossa dopo la quarta volta che ero finita al pronto soccorso.... ma incinta... di quel figlio tanto cercato e voluto da entrambe... con lui non avrei potuto andare avanti, troppo grande il compromesso. E decido di abortire la seconda volta, porto ancora la morte nel cuore per quel figlio tanto cercato frutto dell'amore ...
Mi rifeci una vita costruita dal niente....oramai ero una donna distrutta e massacrata...finche a 36 anni conosco un uomo che amo e che viene a vivere da me.. io una nuova carriera e una posizione di tutto rispetto... dopo un po scopro di essere di nuovo incinta io felice e lui di piu..... 3 giorni.. sparito di casa portandosi via tutto. Dice io non ne voglio sapere... Stavolta no!!! lui mi minaccia di abortire altrimenti mi licenzia... ma stavolta no!!! no!!! no!!!
La mia bimba è nata 5 mesi fa. 9 mesi di gravidanza sempre da sola, 5 mesi io e la cucciola sempre sole.
Stavolta nessuno ha potuto rovinare il mio sogno.
dopo 8 giorni che la piccola è nata mi ha licenziata... sono senza lavoro e sola!
Ma noi donne ce la possiamo fare! la ricchezza più grande i sorrisi della mia piccola... sono la persona più ricca del mondo..... Buona vita piccola Ginevra.. e sono sicura che da lassù due piccoli angeli custodi ti proteggeranno sempre.... Buona vita piccola mia


Michela
Ho 37 anni. Ho avuto la mia prima e unica figlia quasi nove anni fa e ho sempre detto che non avrei fatto altri figli. Io e mio marito abbiamo sempre fatto sesso con il coito interrotto. Ho un ciclo regolarissimo da sempre ma a gennaio 2009 un rapporto non protetto in giorni apparentemente non fecondi e oplà a fine gennaio scopro di essere incinta. La cosa non mi rende felice, anche se ho sentito da subito di amare questo grumo di sangue opto per l'i.v.g. che viene praticata il 13 febbraio, il giorno prima della festa degli innamorati. All'ospedale dove mi rivolsi nessuno mi ha mai fatto riflettere prospettandomi altre soluzioni, ma comunque mi sono trovata bene. Alle 7.15 ricovero poi alle otto (mentre mia figlia si accingeva ad andare a scuola accompagnata stranamente da mio marito) a me iniettava in vagina una supposta che mi avrebbe causato le contrazioni piuttosto dolorose. Alle 11.00 circa entro in sala operatoria e quando mi sento sollevata, se non altro dal dolore fisico.
Forse la cosa che mi ha mandato in tilt è stato il fatto di non aver mai programmato una seconda maternità. Dentro di me sentivo che dovevo prenderlo come un dono di Dio ma non ce l'ho fatta e ho ceduto all'i.v.g. Dopo un solo giorno sono sprofondata in uno stato di malessere, mi tormento pensando di forse aver sbagliato anche solo per mia figlia. Quando la guardo penso di averle tolto la possibilità di avere un fratello o una sorella. Ma al momento non me la sentivo,  nonostante non mi dispiace fare la mamma, affatto pensavo alla pancia che sarebbe lievitata e al fatto di non essere giovane come quando ebbi la prima figlia dove tutto filò liscio con una gravidanza bellissima. Per questa gravidanza indesiderata invece vivevo già nausee e malesseri che mi portavano solo a stare a letto senza forze. Probabilmente il rifiuto ha giocato un ruolo anche in questo senso. Adesso comunque non so se ho fatto la scelta giusta. Ma ormai non posso tornare indietro.


Valentina
Ho saputo di essere incinta da 4 giorni, appena visto il test ho sentito che NON VOLEVO questa gravidanza, non ora... avere un bambino regala grande felicità, ma se lo si vuole... non voglio che mio figlio nasca per uno "sbaglio", ne tantomeno voglio essere costretta io a modificare la mia vita in questo momento, ho sogni, aspirazioni... e voglio che mio figlio viva una situazione migliore di quella in cui vivo ora, quando verrà al mondo. Sono andata in un centro (aied) dove mi hanno offerto spiegazioni mediche e pratiche sull'aborto, certo, non me l' hanno consigliato, ma sono stati capaci di aiutarmi a capire ciò che dentro di me sentivo fosse giusto...abortire...sono andata contro i miei genitori, ma sopratutto contro il mio ragazzo (che questo bambino lo desiderava) ed ho preso la mia decisione. Prima di prenderla ero in stato confusionale, piangevo, non mi davo pace...ora sono tranquilla, sento che è la cosa giusta!! ho appuntamento in ospedale tra due settimane, e sinceramente non vedo l'ora. Girando su internet mi sono imbattuta in quelle schifezze che sono i siti antiabortisti....ho visto le foto....un'oscenità immorale....dovrebbero vergognarsi a mio parere.. Ho scelto anche di vedere l'ecografia, 2,5 mm di grandezza...non ho provato nulla...ma non per questo mi ritengo una persona senza cuore, ne sentimenti..mi sento semplicemente una donna che ha preso la sua decisione....lottando....ma l'ha fatto....e vorrei invitare tutte le donne ad ascoltare solo se stesse, senza sentire giudizi e moralismi altrui....ho paura di perdere il mio ragazzo...ma se non è in grado di convivere con questa mia scelta, beh, preferisco perderlo piuttosto che vivere con una persona che non mi capisce. Ringrazio questo sito per l' obiettività e per dare voce alle donne che scelgono questa strada. ..spero di non aver offeso nessuno, e spero sopratutto di potermi vivere appieno la mia prossima gravidanza.


Silvana
Dopo aver ricevuto l'informazione sulla possibilità di un aborto farmacologico in Svizzera, ho cominciato a chiamare i riferimenti ottenuti. Il primo che mi ha risposto è stato un medico a Locarno.
La signora al telefono è stata molto gentile e nonostante la gravidanza fosse molto precoce, mi ha dato appuntamento per il giorno dopo, per fare in modo che potessi abortire prima della chiusura dell'ambulatorio per le feste. Poiché la data delle mie ultime mestruazioni era il 18 novembre, l'ultima data utile per l'aborto farmacologico sarebbe stata il 6 gennaio, ma l'ambulatorio chiude dal 24 dicembre all'8 gennaio.
Quando sono andata lì mi hanno dato del materiale informativo e mi hanno fatto alcune domande da un formulario (tra cui se avevo usato dei mezzi contraccettivi), ma sono stati molto discreti e gentili. Ho firmato una dichiarazione in cui chiedevo un aborto farmacologico perché "in situazione di angustia".
Dopo questa parte "burocratica", il medico e una dottoressa sua allieva mi hanno fatto una ecografia transvaginale per verificare lo stato di gravidanza. Purtroppo, però, non sono riusciti a vedere niente. Mi hanno detto, quindi, di tornare tre giorni dopo, sabato mattina, nell'attesa che nel frattempo la gravidanza progredisse fino a essere visibile.
Sabato mattina alle 8 ero di nuovo lì, hanno ripetuto l'ecografia e hanno visto l'embrione. Mi hanno fatto subito una fattura di pagamento, con la quale sono scesa al pianterreno e ho
pagato la prestazione con carta di credito. Sono tornata in ambulatorio e mi hanno subito dato il Mifegyne, fissandomi l'appuntamento per la somministrazione della prostaglandina il lunedì mattina.
Lunedì sono andata là di nuovo, mi hanno dato le pillole e mi hanno fatto aspettare 3h in sala d'attesa. Dopo 3h mi hanno chiamata per verificare il mio stato e, siccome stavo bene, mi hanno fatto uscire, fissandomi un nuovo appuntamento al 9 gennaio per una visita ginecologica di controllo. La pillola ha fatto effetto un po' dopo, durante il viaggio di ritorno, ma il dolore e gli effetti collaterali come diarrea e nausea erano molto simili a quelli delle mie mestruazioni più forti.


Pia
Sono una ragazza di 19anni, ho una famiglia straordinaria e ringrazio Dio perchè non mi hanno mai fatto mancare niente. Sono fidanzata da un anno e mezzo con un ragazzo della mia stessa età, lui è fantastico e soprattutto pazzo di me, e da circa un anno ho rapporti per la prima volta con lui, ed abbiamo usato in qst anno il solito metodo "coito interrotto". Ho sempre avuto un ciclo regolarissimo ogni 28 giorni erano lì.. Ma l'11 Ottobre 2008 nessun segno del ciclo, subito ho messo al corrente il mio ragazzo, pensavo che questo ritardo fosse dovuto a causa di un forte stress poichè impiego circa 3 ore per andare all'università, oppure sbalzi alimentari (mangiavo solo pizza) ed invece mercoledì 15 ho fatto il test ed è uscito POSITIVO al mio fianco c'era il mio ragazzo in lacrime, io non potevo crederci ripetevo NON E' POSSIBILE, PERCHE' PROPRIO A ME? Sono sempre stata del parere che ogni donna è libera di scegliere e che l'età e il momento per diventare mamma è soggettivo - e nel mio caso è troppo presto...Subito dopo aver fatto il test sono andata in farmacia ed in lacrime ho raccontato tutto, ho chiesto informazioni sull'aborto e la dottoressa mi ha indicato alcuni ospedali. Non ho pensato neanche minimamente di dirlo ai miei, loro sospettano che sono ancora vergine, sarebbe un vero trauma per loro, di questo fatto ne ho parlato solo con un amica e mia cugina. Il giorno dopo 16 Ott. con la scusa che andavo all'università io, il mio ragazzo e una mia amica siamo andati in ospedale mi hanno fatto l'ecografia, avevo una vergogna non ero mai stata da un ginecologo, ma non si vedeva ancora niente, il dottore mi ha fatto sentire un verme dicendo che ci sono 1000 precauzioni, che si deve stare attenti, che la religione non accetta l'aborto, ma in questo caso toccherà me allevare un bambino e non alla chiesa o altro!  Ed inoltre ha anche aggiunto che purtroppo la sua freddezza di fronte alle mie lacrime è portata dal fatto che ne ha viste molte di ragazze come me...
Ora martedì 21 andrò a fare le analisi e se tutto andrà bene il 27 Ottobre farò l'intervento...Ed ho tanta paura davvero, ho paura di non svegliarmi, paura di non avere più bambini, paura delle conseguenze... Ora vivo con questa angoscia, e anche un pò di dispiacere perchè dovevo stare più attenta anzi dovevamo... Non vedo l'ora che passano questi 10 giorni... Anche se ho paura del dopo.. Non sono d'accordo con chi fa apprezzamenti poco razionali che accusano ragazze come me di essere delle assassine, e bla bla bla...FACILE DIRLO? EH! Dite che amate i bambini e che sono anime innocenti, ma non pensate alle conseguenze? Non pensate se il bambino sarà felice, se avrà tutto quello che vorrebbe o come spesso accade passerà più tempo con i nonni che i genitori, e se non riceveranno tutto ciò che loro vorrebbero, e soprattutto se la relazione non durà chi soffrirà di più sono loro...Concludo dicendo che io un bambino lo voglio, ma tra qualche anno, in una situazione diversa perchè voglio dargli tante SICUREZZE che in questo momento a me mancano e tanto AMORE come ho ricevuto io dai miei genitori e di questo ne sono grada... Ragazze se vi trovate nella mia stessa situazione fate quello che dice il vostro cuore, perchè dire è facile ma difficile sono i fatti...


Stefania
Ho effettuato l'IVG il 26.03.2008 presso il policlinico di Pavia. Sono rimasta incinta durante un trattamento di radioterapia per un carcinoma maligno al rene sinistro pur prendendo la pillola, ma avevo continuamente episodi di vomito in conseguenza della terapia antitumorale ed è per questo che la copertura anticoncezionale evidentemente non c'è stata.. Quando ho visto le due linee sul test di gravidanza ho provato di tutto.. Paura, stupore ma soprattutto una illogica, grandissima felicità. Dopo un anno di cure estenuanti, quel fagiolino che aveva avuto la forza di crescere dentro di me, nonostante che mi venisse detto che una presunta sterilità avrebbe potuto essere la conseguenza delle cure a cui mi ero sottoposta, mi era sembrato più di un miracolo.. Ero viva, aspettavo un bambino, il mio seno cresceva e le nausee mi facevano una fastidiosa, meravigliosa compagnia.. Quando l'ho detto a mio marito, la sua reazione mi ha fatto precipitare giù dalla nuvoletta su cui avevo eletto domicilio..
Era preoccupato, terribilmente preoccupato per me che avevo immediatamente sospeso le cure non appena avevo saputo della gravidanza.. Mi ha detto che per lui la mia vita contava più di ogni altra cosa e per avere un bambino ci sarebbe stato tempo se Dio avesse voluto.. aspettammo comunque di parlare con tutti gli specialisti possibili e immaginabili.. Tutti diedero la stessa riposta. Era pericoloso per me perchè avevo interrotto le cure e pericoloso per il mio bimbo, concepito in piena radioterapia. Così decidemmo per l'interruzione della gravidanza. Il personale medico è stato gentile, il tutto si è svolto in quindici minuti circa, ricordo molto poco, tranne che ho sofferto molto anche fisicamente perchè le contrazioni uterine erano insopportabili. Mi hanno spiegato che solo poche donne avvertono dolore e solitamente solo chi non ha mai avuto un parto precedentemente. Prima dell'aborto ho parlato tanto con il mio bambino e ho pianto tutte le mie lacrime. Nei giorni seguenti gli ho scritto una lettera per fargli sapere che non lo dimenticherò mai e che continuerò ad aspettarlo. E' un'esperienza tristissima qualunque sia la causa, perchè non mi sento affatto giustificata.. So solo che mi manca da morire e che per quanto sia durata, sentirlo dentro di me mi rendeva felice, magica.


Fiona
La prima è avvenuta nel 2002. Sono rimasta incinta per sbaglio proprio come lo sono adesso...è successo semplicemente perchè non ho usato precauzioni tranne il coito interrotto. E di questo ovviamente mi pento....Nel 2002 avevo 25 anni, un passato familiare da risolvere, una storia instabile e l'incapacità di gestire in tutti i sensi un altra vita... a malapena gestivo la mia e non ci riuscivo nemmeno bene. Appena lo seppi, la paura più grande era quella di deludere i miei e poi quella di ingrassare (e qui si capisce quanto per me fosse impossibile accettare la maternità in modo consapevole). Decisi quindi senza incertezze di abortire. La psicologa che mi seguiva ha sicuramente accentuato i miei sensi di colpa. Il giorno dell'intervento non fu piacevole ma io non vedevo l'ora di farlo. La mia storia dopo un mese dall'intervento è andata a rotoli e si è strascicata per altri due anni. Un inferno. Non sono stata mai consapevole nè di aspettare un figlio nè di aver abortito.
A distanza di 6 anni sono sicura di aver fatto la scelta giusta. Tanto che sono di nuovo incinta e penso che farò la stessa scelta visto che l'uomo che mi sta accanto non mi ama più e quindi sarei sola. Non me la sento, è una cosa troppo grande e soprattutto non potrei offrirgli ciò di cui avrà bisogno... io per prima pago per le mancanze di una situazione familiare dove, non per cattiveria, non c'era spazio per accogliere le esigenze di un bambino. È difficile e molto doloroso, a volte mi sento un egoista e una vigliacca, ma credo di aver diritto di poter scegliere, prendendomi la responsabilità delle conseguenze.


Elena, 42 anni
Il giorno otto febbraio del 2008, all'ospedale di Padova ho fatto l'IVG. Ancora adesso sto soffrendo molto, mi sento triste ed irrequieta. Ho già due figli grandicelli, ma il problema per questo terzo figlio era che da tempo assumevo antidepressivi e non si sapeva come sarebbe nato questo bambino. Inoltre mio marito, con cui da tempo il rapporto era incrinato a dir poco, mi ha abbandonato moralmente e praticamente nel mio inutile tentativo di avere questo figlio e di fare delle visite particolari andando anche a Roma. Inutile dire che per me lui è come morto e adesso ci stiamo finalmente separando. Sono vicina a tutte quante le donne che hanno praticato un aborto perchè non hanno avuto alternative, fatevi coraggio e così me ne farò anch'io.


Lara
Mi è successo molti anni fa, avevo 19 anni appena compiuti, ultimo anno di scuola e lo stesso ragazzo da tre anni, oggi ne ho 33.
Il mio ciclo mestruale era sempre stato irregolare, ebbi le prime mestruazioni a 16 anni e da allora continuarono a essere irregolarissime saltando spesso dei mesi interi tanto che quando mi accorsi della gravidanza (solo perchè avvertivo dei leggeri malesseri) ero oltre, anche se di pochissimo, i 90 giorni previsti per l'IVG in Italia.
Non potevo crederci, continuavo a rifiutare l'idea che qualcosa potesse cambiare così radicalmente la mia vita, non lo volevo, non potevo accettare che solo perchè eravamo stati incoscienti ci saremmo dovuti ritrovare a forza in una situazione che non desideravamo.
Ci consigliarono, così, di andare a praticare l'IVG all'estero per evitare di tentare, magari perdendo ulteriore tempo, un IVG in Italia conoscendo i tempi di attesa previsti anche in caso di regolarità dei termini previsti dalla legge.
Lo feci subito e ricordo che non ero la sola ragazza italiana in quella situazione, anzi c'era anche una ragazza al primo anno di università che era oltre la 17ema settimana a causa di alcuni test sbagliati.
Se penso a me e a quelle ragazze quella sera nella stessa camera dell'ospedale vedo delle ragazzine che non volevano nuocere a nessuno ma che anzi volevano solo cercare di "aggiustare" tutto, per se stesse sicuramente ma anche per le loro famiglie, una di loro disse che sperava tanto di avere dei figli desiderati in futuro, al momento giusto.
Io invece promisi a me stessa che non avrei mai avuto figli in vita mia, forse perchè da una parte sentivo di non meritarlo e dall'altra la sola idea mi aveva sempre terrorizzata.
I primi tempi furono orribili, la mia famiglia non aveva saputo niente, avevo nascosto tutto per evitargli un dolore e cercavo di continuare la mia vita ma non avevo più stimoli, ero all'ultimo anno delle superiori, mi diplomai per un pelo, non riuscivo a concentrarmi e cancellai le ambizioni di continuare a studiare.
La storia con quel ragazzo finì dopo un pò di tempo, gli dissi (mi fa male ancora adesso) che stare con lui era come rivivere ogni giorno i giorni più tristi della mia vita perchè anche se avevo rifiutato la gravidanza ricordo ancora alcuni momenti in cui mi ritrovavo a chiedere scusa a quella "cosa" dentro di me.
Gli anni passarono e cercai di lasciarmi alle spalle quell'esperienza dolorosa senza mai dimenticarla comunque.
Qualche mese fa mi sono sposata con un uomo meraviglioso, lui ha sempre espresso il desiderio di diventare padre e io ho cominciato a considerare l'idea di "rivedere" le mie posizioni, ho cominciato a desiderare anch'io un figlio come l'evoluzione naturale di un rapporto d'amore adulto e consapevole. Purtroppo però da qualche tempo si è riscatenato qualcosa nella mia testa, tutto è ritornato alla mia memoria, continuo a tormentarmi, mi sento vile e ho come la sensazione di non meritare più di essere felice.
Ne ho parlato con mio marito che abbracciandomi mi ha fatto notare che oggi sono un'altra donna e che se allora ho fatto quella scelta è perchè doveva essere così e non è stato sbagliato non accettare l'imposizione di una gravidanza non voluta a quella giovane età. Nonostante le sue parole la mia angoscia continua, ho letto di forti depressioni anche a distanza di anni.
Lo so che non si cancella il passato ma forse sentire proprio di questi tempi accuse provenire da tutte le parti, dita inquisitorie e parole che lacerano dentro non aiutano la mia psiche. Mi fa male soprattutto pensare di essere arrivata a fare l'intervento in ritardo sentendomi una delinquente per la legge italiana, questa è la cosa che più mi tormenta. Cerco anche di convincermi che tra 12 e 14 settimane non c'è differenza visto che poi il risultato è il medesimo e in alcuni paesi si arriva a praticare l'IVG anche fino a 24 settimane perchè ci sono altri parametri di valutazione.
Non lo so, i pensieri si affollano nella mente e io vorrei solo cercare di andare avanti, apprezzare le cose belle che ho e magari presto diventare anche serenamente madre.


Francesca
Ho 30 anni compiuti da poco, il 6 febbraio 2008 ho "subito" la mia seconda IVG.
Dico "subito" perchè in entrambi i casi la scelta è stata dettata dalla razionalità e non dal cuore.
Il primo avevo 20 anni, uscivo da soli 3 mesi con il ragazzo di quei tempi. Come unico metodo contraccettivo usavo un piccolo compiuterino commercializzato in farmacia che giornalmente ti informava sulla tua fertilità (PESSIMO). E' stato uno schock, eravamo entrambi giovani e spaventati, è stato un fulmine a celsereno! Fino a quel momento non avevo mai pensato di trovarmi nella condizione di dover scegliere di stroncare un animella innocente. MAI. Ai tempi ho vissuto quell'esperienza in modo quasi freddo, nascondendo a tutti, me per prima, la cruda realtà. Il mio ragazzo alla notizia mi disse subito a caldo di abortire, la sua reazione era dettata dalla paura, glielo leggevo in faccia... io non sentivo il famoso istinto materno, ero consapevole di non essere pronta, mi sono recata al consultorio della mia città dove la ginecologa mi "sgridò" e mi fece capire l'importanza dell'informazione per scegliere e usare adeguatamente i contraccettivi. Credo si sentisse in dovere di farmi la paternale per la mia giovane età e per la mia situazione famigliare, sono orfana dall'età di 8 anni. E così abortii al limite del tempo consentito.
Ricordo molto poco di quei giorni, la nausea di quella mattina mentre andavamo in ospedale, la sensazione appena uscita dall'ospedale di stordimento, come se tutto quello che avevo appena vissuto fosse solo un brutto sogno. La ferita rimase nascosta. Cri mi stette vicino, molto, credevamo di essere innamorati. Ma da quel giorno il nostro rapporto cambiò. Da lì a poco tutto tornò quasi normale. Dopo qualche mese ci lasciammo. Ho sempre cercato di dimenticare, ho finto per anni che non fosse mai accaduto. Senza mai guardarmi dentro.
Finché ironia della sorte... dopo 10 anni ecco il RITARDO. Un pugno allo stomaco... già sapevo di essere incinta, lo sentivo, lo sentivo nel cuore. Ho aspettato 2 settimane di ritardo prima di decidere di acquistare il test in farmacia. Ed ecco la conferma. Purtroppo la storia qui si complica... l'istinto materno c'è. Ne parlo con il secondo diretto interessato, il papà... La nostra era una relazione di quelle distruttive... Di quelle che sei perdutamente innamorata della persona sbagliata... Dove il dialogo è pressoché inesistente. Un continuo tira e molla. L'anno prima ci eravamo già separati dopo 3 anni di convivenza. Era tutto per me, ma incompatibili. La situazione era già di per se disastrosa... Quando gliene ho parlato lui è stato contento, io ho pianto disperatamente, piango anche ora che scrivo... Mi sono sentita DISPERATAMENTE SOLA! SOLA E TREMENDAMENTE DISPERATA:
...Senza pensare alla nostra situazione economica, lui senza lavoro fisso e in casa dai suoi, io che facevo fatica ad arrivare a fine mese, a casa da sola, a far fronte a quella che è la realtà di oggi.
È sentimentale, non si rendeva conto che la mia disperazione era dovuta dalla consapevolezza che non saremmo tornati insieme perché incapaci di gestire e vivere la nostra relazione serenamente, come avremmo potuto crescere un figlio? Ho pianto come mai nella vita, ho pianto per 2 mesi tutte le notti, non dormivo, continuavo a chiedere scusa al mio cucciolo, scusa a Dio per aver scelto per la seconda volta di rinunciare al miracolo di una vita che nasceva e cresceva dentro di me. Di giorno la farsa... al lavoro nessuno lo sapeva, amici : la Roberta che mi è stata molto vicino durante i momenti più bui e il giorno dell'intervento! Per il resto, fuori dalle mura di casa ero la quasi solita Fra. Ho saltato molti giorni a lavoro, quelli che suonava la sveglia... un paio d'ore dopo essermi addormentata piangendo... Forse l'ho presa così male perchè amo i bambini e li considero sacri, perchè mi sentivo terribilmente colpevole. Per non avere una possibilità da offrire al mio bambino... per essere cosi codarda invece che darlo in adozione.
Nessun uomo al mondo potrà mai capire cosa significa questo per una donna.
Ho seguito lo stesso percorso di 10 anni prima, stesso consultorio, stessa dottoressa. Solo che questa volta mi ha abbracciata! mi ha fatto coraggio. Anche la psicologa è stata dolcissima. Quando sono entrata, neanche il tempo delle presentazioni e ho iniziato a piangere!!! Non riuscivo a smettere! E' stata la scelta più dura di tutta la mia vita! Ora conosco il famoso senso materno! Il senso di pura felicità quando dal ginecologo l'ho visto muoversi!!!!!!! Era la sensazione più forte e appagante che avessi mai provato prima!
All'ospedale sono andata con la Robi. Ho pianto da sentirmi gli occhi bruciare per lacrime. Avrei voluto non svegliarmi dall'anestesia... Ma eccomi che prendo coscienza, pian piano mi rendo conto che l'ho fatto! me lo sono fatto portare via.
Ora vivo un lutto.


Nina,26 anni
Voglio raccontare una parte delle mia vita che ho tenuto e tengo dentro di me da troppi anni ormai. Ero una bambina, avevo 16 anni quando ho scoperto di essere incinta. Desideravo quel bambino più di ogni altra cosa al mondo. Il mio ragazzo, 2 anni più grande di me, lo ha saputo solo 4 mesi dopo, quando con lui ho fatto il test di gravidanza. Lui non ha preso molto bene la nuova notizia e ci siamo lasciati.
Allora con l’aiuto di una psicologa ho preso la decisione più importante della mia vita: abortire. Era un freddo mercoledì di marzo quando sono partita per Londra. Ero sola, sola coi miei pensieri. Ho abortito al 5o mese di gravidanza. Sono tornata in Italia alcuni giorni dopo, sola, triste e vuota. Da quel giorno la mia vita è cambiata totalmente, ma non mi sono pentita, mi ripeto continuamente che ho fatto la scelta più giusta per me in quel momento. Penso spesso a quel bambino, se l’avessi tenuto avrebbe 10 anni. Ora dopo tanti anni sogno una famiglia e tanti bambini... Ma purtroppo non riesco a rimanere incinta del mio nuovo compagno. Mi auguro solo che Dio da lassù cerchi di capirmi, ero solo una bambina ed ero sola. Non potevo fare altro. Ora ho una famiglia unita, pronta per un nuovo evento e spero che Dio mi dia un altra possibilità. Perchè una seconda possibilità non si nega a nessuno...


Pamela
avevo poco più di 20 anni e un collega di università era stato vittima di un incidente grave che lo aveva costretto a una lunga riabilitazione. Credeva di avere la funzione sessuale compromessa. Non fu così e ci fu un concepimento. Abortimmo, e sottolineo il plurale, in day hospital, fuori città, là dove era tradizione recarsi perchè era luogo più discreto, e c'era una lunga lista d'attesa di signore e ragazze anche molto giovani. La mia vicina di letto era meno che ventenne, ricordo che ci alzammo insieme per andare a prendere qualcosa da bere alle macchinette, eravamo consapevoli, ci sentivamo grandi, capaci di decidere senza condizionamenti, libere. Il mancato papà mi venne a prendere la sera con un fascio di fiori di tutti i colori perchè era incerto su cosa sarebbe stato meglio, e andammo a mangiare una pizza. Non voglio assimilare il fatto a una specie di festa, però ho sempre pensato che l'aborto non va criminalizzato, che la chiesa e tutti coloro che hanno impedito l'informazione sulla contraccezione e il suo uso sono altamente responsabili di svariati disastri, soprattutto nelle fasce più giovani, che non si proteggono abbastanza dal rischio di gravidanza e dal contagio di patologie. Nel nostro caso, abbiamo agito con leggerezza, certamente. La leggerezza si paga, sulla propria pelle.
La soluzione dell'aborto è stata immediata e anche naturale per me, vista l'età e la situazione, non ci fu il minimo dubbio. Ogni tanto penso che sarebbe stata una femmina e avrebbe avuto gli occhi verdi. Ma sono sicura che la mia vita sarebbe stata molto difficile. L'unica stortura da rilevare è la considerazione dell'ostetrica in dimissione che, dandomi i farmaci di rito, mi disse che la gravidanza era troppo avanzata e l'embrione-feto piuttosto grosso... ho come avuto la sensazione che parlasse di un caso al limite della legge se non oltre. Io ero sotto anestesia e i medici si sono assunti le loro responsabilità. Immagino che possano capitare degli abusi. Io mi sento tranquilla.
Ho raccolto testimonianze allucinanti di aborto clandestino prima della legge e ringrazio di essere capitata in tempi diversi e sotto la tutela della legge. La 194 (in Italia) non si tocca! non per limitarla, per lo meno!


Margherita
Due anni e mezzo fa l'interruzione di gravidanza indotta da stupro. I motivi per l'IVG era che non riuscivo a immaginare la gestione di un figlio arrivato così, nè da sola nè con il padre naturale, ero in collera e choccata... una psicologa ha tentato di dissuadermi: ero in collera con lei, pareva preoccuparsi solo del bimbo e non del mio 'sentire'... sovrastata da una montagna di stress... mi sentivo senza colpa in quanto vittima di abuso in quello che stavo facendo... sono stata decisa e netta, facile l'accesso alle strutture sanitarie e ottima l'assistenza...
L'intervento non è difficile ma neanche piacevole... un mese dopo, un secondo raschiamento per emorragia... pesante ma è passato...
mi sono sentita sollevata e bene per vario tempo... niente sensi di colpa...  dopo 7 mesi, diagnosi di sieropositività arrivata sempre dall'abuso... Ci ho messo un anno e mezzo a tirare su la testa dopo il nuovo choc...
Oggi, dopo tre anni di vicende pesanti, vivo il lutto di mio figlio, ogni giorno ci penso...


Giovanna
Ho 26 anni e due anni e mezzo fa -a 23 anni- sono rimasta incinta. Era febbraio e faceva freddo quando decisi di fare il test di gravidanza, uno di quelli che ti vendono in farmacia. Non so spiegarlo a parole, ma sentivo di essere incinta pur non credendoci a livello razionale: era come se ancor prima di effettuare il test il mio corpo mi dicesse "Suvvia, ascoltati! Dai che già lo sai!". A quel tempo avevo una relazione piuttosto turbolenta e inframezzata da altre relazioni, con un musicista un po' pazzeriello. Devo dire che ancora non riesco a capire come posso esser rimasta incinta, nel senso che secondo i miei calcoli nel mio periodo fertile non avevo avuto rapporti. Comunque esser stata incinta è stata un'esperienza incredibile. Quando ho visto apparire le due linee sul test sono scoppiata a piangere, ma non ero sorpresa. Il mio corpo lo sapeva già.
Era la sesta settimana di gravidanza. All'inizio il mio compagno sembrava contento e disponibile, mi disse che mi lasciava la totale libertà di scegliere, che non voleva impormi nulla e che in ogni caso sarebbe stato con me. Purtroppo però dopo solo qualche giorno ha iniziato a cambiare, probabilmente a livello inconscio non lo voleva questo bambino. L'ho capito perchè non sembrava disposto ad accettare ad esempio i miei cambiamenti d'umore oppure ad assecondare i miei piccoli bisogni di sicurezza di ragazza incinta e spaventata. Io lavoravo e lui dormiva tutto il giorno. La sera, quando io ero stanca lui aveva solo voglia di uscire e di far festa. Mi sono sentita disperatamente SOLA. Nessuno sembrava capire quello che stavo passando.
Mi resi conto che non c'erano gli strumenti in quel momento per far venire al mondo il mio bambino, sarei stata sola e con un lavoro precario e gli studi interrotti a metà. Sono atea e ho sempre sostenuto la libertà delle donne di scegliere se avere un figlio o meno, quindi non è stata una scelta eticamente dura per me. Dura è stata piuttosto la parte pratica ed emotiva della situazione.
Ho fatto tutto da sola, dalle visite all'intervento. Il mio ginecologo mi ha detto di non essere d'accordo ma mi ha dato il numero di un medico che mi ha fatto la carta per l'IVG. Dopo sono seguite varie visite e analisi all'ospedale. Sono rimasta sconvolta da una cosa: il luogo adibito alle analisi e all'intervento era nello stesso reparto delle nascite... Quindi non avevo intorno altro che donne incinte o donne che avevano appena partorito adoranti i nuovi nati.
Mi sentivo malissimo anche perchè il mio corpo faceva di tutto per dirmi "Tienilo!!!". Non so come spiegare ma è così, mi sentivo bene incinta, felice in un certo senso di esserlo...quindi il tempo che è trascorso tra la decisione e l'intervento è stato molto duro per me. Ero proprio combattuta, anche se sapevo che per me quella era la scelta giusta. Non mi sembrava vero di dover stare assieme alle mamme che i bambini li avevano avuti... Ho incontrato anche molti medici e infermieri obiettori, e sono rimasta atterrita dal modo in cui cercano di imporre a tutti i costi i loro princìpi morali anche a costo di farti male psicologicamente. Credo che sia vergognoso. Credo anche che NESSUNO è ABORTISTA IN SENSO STRETTO, MA PIUTTOSTO CHE TUTTI DEVONO POTER SCEGLIERE PER SE STESSI. Un figlio deve essere un atto d'amore, non un obbligo imposto da qualcun altro.
Ringrazio le persone che invece mi sono state vicine, come mia sorella (una delle prime a cui l'ho confidato), mia zia o anche alcuni infermieri che mi hanno fatto sentir più umana in quell'improbabile reparto d'ospedale. Dopo l'intervento ho pianto tanto, ancora quand'ero sotto anestesia piangevo, mi hanno detto. Piangevo disperatamente. Sono stata anche male, dolori molto forti, ma mi hanno detto che probabilmente molto era psicologico. E' stata dura e ancora oggi ogni tanto ci penso con dolore. Ma sono sicura di aver fatto la cosa giusta, in attesa di poter dare a quel bambino una madre consapevole e un luogo sicuro.


Laura
Voglio poter dare una mano a chi come me si è trovata o si potrebbe trovare in una situazione delicata, dolorosa sia come persona che come donna. Ho utilizzato la RU486 ma non in Italia poichè le tempistiche tra la visita e l'inizio del trattamento sarebbero state troppo lunghe e avrei rischiato di oltrepassare la linea del 49° giorno, tempo limite dopo il quale non è possibile usufruire della pillola. In Italia, per effetto della legge 194 (intoccabile!) dalla richiesta di interruzione di gravidanza alla prenotazione della prestazione sia essa chirurgica o farmacologica deve passare una settimana... e davvero troppo facilmente si rischia di oltrepassare i termini. Io mi sono rivolta all'ospedale regionale di Locarno, più precisamente al riparto del dott. Stamm. E' un centro per la fertilità ma tratta anche l'uso del Mifegyne. Sono molto professionali. Il giorno del trattamento verranno date tre pillole e dopo 48 ore occorrerà tornare al centro per l'assunzione di altre due pastiglie. Da quel momento in poi dovrete restare in clinica per circa tre ore nel caso ci fossero dei problemi, dopo di chè potete tornare a casa. Io ho avuto le prime perdite verso sera e sono continuate per quattro giorni circa. I dolori non erano forti, assomigliavano a quelli di un flusso mestruale, nè più nè meno. Il giorno dopo l'assunzione delle ultime due pastiglie si può iniziare l'assunzione di un metodo contraccettivo come la pillola o l'anello. Il costo era di 700 franchi svizzeri, dicesi 450 euro più o meno a seconda del cambio.
Vi assicuro che per me era un metodo più umano e meno violento, invasivo e doloroso sia dal punto di vista fisico che psicologico.
In Italia siamo davvero dei trogloditi primitivi; stiamo diventando un paese dove si pratica ancora la caccia alle streghe e ci si dimentica che una donna non toglie la vita a nessuno... è libera di decidere se darla oppure no. E questo non è un delitto.....
Per ottenere più informazioni sull'aborto farmacologico in Svizzera fare un e-mail a aborto-informazioni.


Marika
Era un mercoledì sera, più precisamente il 26 marzo 2008, quando dopo 1 settimana di ritardo, ho deciso di fare il test di gravidanza, ma mai avrei pensato di esserlo.. e invece é risultato positivo.
Io e il mio compagno a primo impatto l'abbiamo presa abbastanza bene, o forse dovrei dire che sul momento non ce ne siamo proprio resi conto.. Il giorno seguente vado a lavorare come sempre e mi sento bene e tranquilla, ma quando arrivo a casa alla sera, forse solo li realizzo realmente di essere incinta.. e non ho fatto altro che piangere.. e quando è arrivato a casa anche il mio compagno parlando ci siamo resi conto che ne io ne lui eravamo pronti ad accogliere questo bambino.
Io non mi sentivo proprio pronta.. Un figlio è il sogno della mia vita, ma dentro di me sentivo una sensazione che non mi faceva vedere nient'altro che un interruzione di gravidanza.. al pensiero, so che è brutto da dire, ma mi sentivo un po' sollevata.. nonostante mi facesse una paura tremenda.. quale scelta prendere?
Venerdì ho deciso di chiamare il mio ginecologo e gli ho spiegato che non sapevo cosa fare, che non ero sicura, e mi hanno dato il contatto della pianificazione familiare dell'ospedale regionale di Locarno, già da quando ho chiamato la Signora è stata molto carina e disponibile e abbiamo fissato un appuntamento per lunedì 31 marzo '08.
Il sabato mattina mi sono svegliata relativamente bene, e mi sentivo quasi come se volessi tenerlo.. e domenica di nuovo la confusione e malessere più totale.. e ci sentivamo che forse non tenerlo era la scelta migliore.. Sono stati dei giorni veramente pesanti, ho pianto tanto, e lo stress psicologico e di conseguenza anche fisico era tanto..!
Quando lunedì siamo andati all'appuntamento sono stati tutti molto molto carini e disponibili, e di questo li devo davvero ringraziare molto.. mi hanno spiegato che alla mia giovane età (22 anni) sono nel picco della fertilità, e quindi se ora avrei preso la decisione di non tenerlo, la cosa non sarebbe stata cancellata per sempre, ma solo posticipata di qualche anno.
Dopo aver fatto anche la visita ginecologica ho scoperto di essere alla 6a settimana, e quindi di avere due possibilità, o di andare per la via farmacologica, oppure per la via operatoria. Essendo che sono sempre stata una persona contro a pastiglie, e avendo saputo che con questo metodo le cose potevano anche andare male e quindi bisognava comunque fare un intervento, ho optato direttament per fare l'intervento. Il Dr. aveva un posto subito il giorno dopo, quindi ieri 1° aprile alle ore 07.00 ero in ospedale.. digiuna, nel mio letto che aspettavo il mio turno..
Poco dopo arriva una ragazza in camera con me.. e parlando ho scoperto che lei ha preso la pastiglia, ma che non ha funzionato, e quindi era nuovamente li per farsi operare, e in quel momento mi sono sentita un attimo sollevata di non essere andata per la via farmacologica!
Mi hanno fatto togliere tutto quanto, ed essendo che in camera non c'erano orologi ho perso la cognizione del tempo, e credo che verso le 8.30 mi hanno portato in sala operatoria, ero spaventatissima, ma l'ospedale di Locarno ha un team di infermieri, anestetisti e dottori davvero in gamba, mi hanno rassicurato molto, e in 20 minuti ero di nuovo in camera da letto, e tutto era finito.
Quando mi sono ripresa mi sono resa conto che oltre a me nella stessa mattina ci sono state altre 2 ragazze a fare una IVG, e la cosa mi ha sorpreso, perché non pensavo ce ne fossero tante.
Il mio ragazzo è sempre stato con me al mio fianco, ed è stata la cosa più bella che potessi desiderare, è una persona eccezionale.. e questa esperienza ci ha uniti ancora di più..
Infatti l'anno prossimo abbiamo deciso di sposarci.. e sono sicura che dopo esserci sposati e aver sistemato tante altre cose, arriverà il nostro bambino..
Forse da come ho scritto posso esser sembrata molto fredda e distaccata.. ma credo che ogni donna la viva in modo diverso questa esperienza, e io credetemi adoro i bambini, e non vedo l'ora di averne uno, e se 2 settimane fa mi chiedevano se fossi rimasta incinta cosa avrei fatto, ho sempre detto che lo avrei tenuto, ma essendoci dentro nella situazione è tutto diverso, non si può mai capire o dire dall'esterno.
Un grazie va anche a questo sito che leggendo le vostre testimonianze mi avete aiutato molto.
E un grazie ancora anche all'ospedale di Locarno, sono stati eccezzionali..!


Stefania, 29 anni.
L'IVG è avvenuta il 26 marzo 2008 presso il policlinico di Pavia, ero incinta di sette settimane. Non era prevista una gravidanza, perchè sono reduce da una radioterapia piuttosto aggressiva durata un anno circa a causa di un tumore maligno al rene sinistro. Assumevo regolarmente la pillola anticoncezionale, ma succedeva spesso di avere episodi di vomito, conseguenza dell'aggressività della terapia. Probabilmente, anzi sicuramente questa è stata la causa della mancata copertura dell'anticoncezionale. Ho sospettato di essere incinta gia' dal primo giorno di ritardo, perchè la mia regolarità mestruale era cronometrica.. In più sentivo dentro di me una sensazione che non so descrivere.. Si, avevo nausea, ma vi assicuro che dopo le sedute di radioterapia, la nausea era divenuta una compagnia indesiderata ma costante.. Era davvero una 'sensazione', qualcosa di indescrivibile.. Ho fatto il test, quello che si prende in farmacia, mi sono rintanata nel bagno dell'ufficio e ho aspettato. Due bellissime, nitide, spaventose linee verticali mi lasciarono a bocca aperta, mentre il cuore martellava ferocemente.. Ero viva, aspettavo un bambino.. ma come, mi avevano detto che addittura a causa delle cure potevo incorrere nella sterilità!?  Non so se la felicità sia stata più forte della paura o viceversa, ma mi sentivo magica.. Ne ho parlato con il mio amore la sera stessa, sperando di non sentire quello che dentro di me sapevo benissimo ma non volevo ammettere.. La sua reazione mi ha fatto precipitare giù dalla nuvoletta su cui avevo eletto domicilio.. Era spaventato, terribilmente preoccupato per me che volevo interrompere le cure e per il bambino concepito in piena radioterapia. Mi ha detto che per lui la mia vita contava più di ogni altra cosa e per avere un bambino ci sarebbe stato tempo se Dio avesse voluto.. Aspettammo di consultare il mio oncologo e la ginecologa, ma entrambi dissero che era molto pericoloso e che il bambino avrebbe potuto avere gravi malformazioni. Così decidemmo per l'interruzione, anche se i giorni che seguirono sono stati per me un vero strazio.. Continuavo ad accarezzarmi la pancia, parlando col mio bambino, giustificandomi, piangendo disperatamente perchè non avrei mai visto il suo faccino, non l'avrei mai allattato, non mi sarei mai alzata la notte per controllare il suo respiro..
Poi è arrivato il giorno.. Mi sentivo come in trance.. il personale medico è stato fantastico, mi hanno coccolato molto anche perchè erano a conoscenza della mia situazione.. E' durato un quarto d'ora circa, in anestesia totale. Sono stata molto male dopo, le contrazioni uterine sono state molto forti e dolorose. Mi hanno spiegato che solo poche donne avvertono dolore e solitamente solo chi non ha mai avuto un parto precedentemente.
Sono passati dieci giorni ormai, ma non c'è istante in cui non pensi al mio bambino, o alla mia bambina visto che desideravo tanto una femminuccia. Gli ho scritto una lettera per fargli sapere che non lo dimenticherò mai e che continuerò ad aspettarlo.
Per la medicina, per il mio compagno, per la mia famiglia è stata la scelta più giusta.. per me è stata la scelta più dolorosa di tutta la mia vita. Un caro abbraccio a tutte le donne che per qualunque motivo hanno scelto di interrompere la loro gravidanza.. Ho incontrato sei ragazze che per ragioni differenti hanno abortito come me quel mercoledì, nessuna ha fatto questa scelta a cuor leggero. Vi stringo forte. Vedrete che il tempo guarisce ogni ferita, anche quelle più profonde.


Carla, 30 anni
Sono rimasta incinta il 3 maggio 2006, dopo vari tentativi che facevo da sola (ingannando il mio amatissimo compagno sulle date delle mestruazioni!): volevo un figlio a tutti costi, soprattutto da quest'uomo di cui ero - e sono - innamoratissima. Lui ha 52 anni, ci siamo incontrati 2 anni fa; a quell'epoca la sua compagna era incinta di 7 mesi... cominciammo la nostra relazione e fu impossibile rinunciare l'uno all'altro, così dopo poco io lasciai il mio compagno e lui la mamma della sua bambina. Lei da quel giorno gli rende la vita impossibile e (quasi) gli impedisce di vedere la piccola... no comment. Io volevo un bambino per me, per noi, per questo grande amore, per la vita, perché è bello, e pensavo che lui avrebbe accettato, che gli avrebbe addirittura fatto bene, pensavo che avremmo potuto diventare tutti una grande famiglia... ovviamente mi sbagliavo di grosso. Oppure alla peggio - pensavo - desideravo tanto questo bambino che ce l'avrei fatta anche da sola, contro di lui, contro il mondo, soli io e il mio bambino.
Naturalmente non era vero niente di tutto ciò: io gli ho sempre detto che avrei abortito pur avendo deciso dall'inizio di tenere il bambino, ho cercato l'appoggio dei miei genitori, dei miei amici, ho cercato di organizzarmi col lavoro (sono musicista), e ho annunciato al mio compagno soltanto alla 9 settimana di gravidanza che intendevo portarla avanti.
Lui è sparito completamente, ha cambiato la serratura della porta di casa nostra e mi ha detto che ero pazza, che facevo un errore grandissimo.
Ho retto 10 giorni; in realtà i miei dubbi erano già enormi e sono crollata: sono sprofondata in una depressione nera, non vedevo sbocchi, mi vedevo sola, mi faceva schifo la mia vita, mi vedevo senza lavoro, con la responsabilità enorme di dare alla luce un figlio senza padre... vomitavo, dimagrivo... fino a quando non ho resistito e ho telefonato al mio compagno il quale piangendo mi ha supplicato di abortire, mi ha pregato di farlo per lui, che non avrebbe retto la situazione, lo stress, non ce l'avrebbe fatta...
e io mi sono trovata a pensare per la prima volta all'aborto, all'11 settimana!! All'improvviso mi è parsa la soluzione giusta per me, il modo di uscire da quel vicolo cieco, la mia salvezza.
Ero in Francia, lui è venuto da me, ho organizzato tutto e in una settimana ero di nuovo libera! Il personale è stato magnifico, tutto è stato facile e indolore, sono stati tutti estremamente disponibili.
Ora a volte sono triste e piango quando penso all'opportunità forse unica che ho lasciato andare, ma quando ripenso a quei giorni mi ricordo anche della terribile angoscia e della mia impossibilità a farcela. Ho abortito alla fine della 12 settimana, ma sono contenta di aver aspettato tanto, almeno so che ci ho provato in tutti i modi, e ho riflettuto fino all'ultimo! E' stata indubbiamente una scelta dolorosissima, ma al tempo stesso arricchente; non so spiegarlo, ma almeno sono stata incinta una volta per tre mesi! Almeno so che non sono sterile, sono entrata, anche se per poco, nel vero mondo delle donne...


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